Conferenza dei sindaci Ato2 – Dure critiche ad Acea

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

Ieri, 2 ottobre, si è svolta la conferenza dei sindaci dell’ATO2. Del ricco ordine del giorno è stato discusso solo un punto: quello sulla crisi idrica. Rimandata alla prossima convocazione l’approvazione del nuovo regolamento di utenza, la discussione sull’uso degli utili societari per investimenti sulla rete idrica e sull’istituzione del tavolo per la ripubblicizzazione del servizio idrico di Roma e Provincia.

Tutti temi molto connessi con la crisi idrica, com’è emerso dagli interventi dei sindaci: tutti molto critici sulla gestione di Acea, più attenta ai profitti che al servizio. “l’acqua c’è” hanno detto in molti “ma viene sprecata e gestita male”. Del resto lo stesso Ing. Piotti, da 20 anni interfaccia tra azienda e sindaci, in quanto incaricato della Segreteria Tecnica Operativa di Acea Ato2, durante la sua abituale relazione ha dichiarato “io mi vergogno”, riferendosi a quanto accaduto la scorsa estate e alle relative strumentalizzazioni, ma anche alla mancata manutenzione della rete idrica.
Dopo gli interventi dei sindaci il Presidente di Acea Saccani ha confermato il pessimo stato della rete idrica, difendendo l’operato di Acea che, a suo dire, negli ultimi mesi ha contenuto le perdite del 6%. Nulla ha aggiunto sugli interventi previsti per il futuro per sanare il rimanente 35%, né sulle soluzioni strutturali per il risparmio idrico, limitandosi a indicare nuove ipotesi di approvvigionamento. Come dire: invece di risparmiare andiamo a “spremere” altre fonti.

Al momento di affrontare il nuovo regolamento di utenza diversi sindaci hanno chiesto un rinvio, per poter approfondire i temi in esso contenuti. Tra questi la regolamentazione dei distacchi idrici per morosità, violazione sistematica di un diritto umano messa nero su bianco dall’AEEGSI (Agenzia per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico), alla quale ci auguriamo che i sindaci si opporranno nella prossima seduta. Come sempre sarà cruciale il voto del Comune di Roma, che dovrà scegliere come esprimersi anche a proposito dell’utilizzo degli utili societari di Acea per opere di manutenzione: prevarrà il ruolo di azionista di Acea, e quindi interessato ai dividendi, o quello di garante della salute pubblica? Proprio in questa contraddizione hanno origine le motivazioni che rendono necessaria la ripubblicizzazione del servizio idrico: una gestione sana ed efficiente non può essere frutto di equilibrismi tra interessi privati e pubblici. Non quando si tratta di un bene comune sempre più scarso come l’acqua potabile.
Per questo alla prossima assemblea dei sindaci dovremo essere in tant* a rappresentare i nostri interessi di cittadini, e non di clienti di una multinazionale.

Per approfondimenti su crisi idrica vedi il report dell’assemblea “Roma senz’acqua
Vedi la lettera consegnata alla Sindaca Raggi sulla chiusura dei “nasoni”
Pubblicato sul sito del CRAP il 4/10/2017

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