Sosteniamo ogni lotta a sostegno dei servizi pubblici. Venerdi 29 settembre piazza del Campidoglio ore 17.00. Sosteniamo gli scioperi dei sindacati del trasporto

Comitato promotore cittadino a difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici essenziali

Appuntamento pubblico a sostegno delle lotte degli autoferrotranvieri e dei servizi pubblici locali. Lavoratori, cittadini, pendolari, sindacati, movimenti e associazioni, difendiamo insieme il servizi pubblici dalle lobby e dagli affaristi.

Atac ha 1 miliardo e 3oo milioni di debiti? ma causati dalla stessa classe politica trasversale che ha depredato Atac e tutte le aziende partecipate; ha tagliato per 3 anni di seguito i fondi al trasporto pubblico locale; mantenendo il più alto prelievo fiscale sui cittadini laziali e romani; ha esternalizzato quei servizi complementari importanti come le manutenzioni e non ha rinnovato il parco autobus e tram per poter lucrare con tangenti; non ha aumentato le corsie preferenziali per frenare l’invasione delle auto; non ha costruito altri parcheggi; non ha aumentato la rete del trasporto per i tram, bus e ferrovie del Lazio per i pendolari; non ha investito sulle infrastrutture; non ha completato la rete di metropolitane; non ha contrastato l’evasione tariffaria ma ha banchettato con i biglietti falsi per finanziare il sistema politico; ha imposto e non ha cacciato manager corrotti e incapaci; non ha assegnato alla capitale d’Italia le risorse che servono alla quarta metropoli europea; ha causato con la legge Bassanini-burlando la crisi in altrettante grandi aziende del trasporto pubblico italiane: Gtt (Torino); Anma e Ctp (Napoli); Ataf (Firenze); atm (Genova); Umbria mobilità; Amtb (Palermo).

Ed oggi, con il piano Calenda, il governo Gentiloni e la regione Lazio, vogliono proporsi come salvatori ma sono artefici del disastro. «Promettono» risorse per il trasporto come sempre a ridosso delle elezioni. Si ricordano di Roma solo dopo che la giunta raggi colpevolmente, espone cittadini e lavoratori al rischio del concordato, del fallimento, ai tagli occupazionali, allo spezzatino di assett essenziali per la città, da svendere agli operatori privati nazionali ed europei e alla rendita fondiaria.

Noi invece non chiediamo interventi «una tantum», ma misure strutturali definitive; che venga abolita la legge madia che penalizza la scelta dell’affidamento in house con tagli del 15% dei finanziamenti del Tpl; che non vengano considerati i bilanci in passivo a maggior ragione se i grandi debitori sono proprio gli azionisti enti locali e se le amministrazioni sono state colpite da malagestioni e mafia capitale; che vengano riconosciuti alle aziende modalità di rimborso degli aumenti dei costi delle materie prime; chiediamo che per legge, le regioni siano sempre vincolate all’obbligo dei trasferimenti dei finanziamenti per le aziende del trasporto pubblico e a contribuire alla costruzione di modelli urbani di mobilità sostenibile per migliorare la qualità dei tempi di vita dei cittadini, dei pendolari e tutelare la salute pubblica dall’inquinamento.

Il trasporto pubblico è di tutti e non “cosa loro”!

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