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Contact center Infocamere, metà stipendi e metà diritti. Un’esternalizzazione sulle spalle dei lavoratori

Comunicato Fiom e Nidil
Infocamere, Credit 2 Cash e Cooperativa Sociale Giotto continuano a rifiutare le richieste d’incontro delle rappresentanze sindacali e procedono nella grave gestione unilaterale della vertenza che coinvolge 90 lavoratori tra Padova e Roma.

In assenza di risposte davanti alle ripetute richieste d’incontro per l’apertura di un tavolo con tutti i soggetti interessati, con diffida dal formulare ulteriori proposte ai lavoratori prima dello svolgimento dell’incontro, richiamiamo per l’ennesima volta Infocamere e le aziende aggiudicatarie della gara di appalto del Contact Center al rispetto del codice degli appalti, delle leggi e dei contratti e ci riserviamo tutte le azioni a tutela delle prerogative sindacali e dei diritti dei lavoratori che restano in stato di agitazione.

La lotta dei lavoratori Infocamere coinvolti nella procedura di assegnazione dell’appalto per l’esternalizzazione del Contact Center prosegue anche davanti all’intimazione di firmare i contratti di assunzione entro il prossimo 12 agosto. Tale scadenza è da noi considerata un atto esclusivamente unilaterale, non condiviso e privo di efficacia, anche alla luce del rifiuto di riconoscere il mandato di patrocinio conferito dai lavoratori ai rappresentanti sindacali.

Inoltre i contratti di lavoro fanno riferimento a un contratto nazionale che a Padova non è coerente con l’oggetto della gara (soci di cooperativa) e a Roma (somministrazione) non è sottoscritto dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Viene tagliato quasi della metà il reddito annuo, ai lavoratori compresi nella clausola sociale che svolgono da anni quei servizi, ed è imposto anche un periodo di prova fino a 50 giorni di effettivo lavoro.

E’ gravissimo che una società pubblica, di proprietà delle camere di Commercio, rifiuti il confronto più volte sollecitato dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori stessi, in stato di agitazione dal 28 luglio scorso, durante le ormai numerose azioni di lotta. Un comportamento inaccettabile e illegittimo che svalorizza e svilisce il lavoro svolto per anni, in un servizio delicato e finora considerato di eccellenza.

E’ scandaloso  che un’azienda strategica per il settore pubblico, che conserva i dati di tutte le aziende italiane, impedisca da più di un mese ai suoi lavoratori di vedere riconosciuti i diritti e le tutele legali. Che senso ha, dunque, tutto questo? L’unica logica risposta va in direzione dell’obiettivo di operare solamente un risparmio economico sulle spalle dei lavoratori. A favore di chi? Di Infocamere, della costituita RTI o di entrambe? La condotta antisindacale perpetrata in questi giorni da tutti i soggetti coinvolti ci fa riflettere anche sulle prospettive a lungo periodo, legate alla riforma delle Camere di Commercio che porterà, molto probabilmente, a una privatizzazione dell’azienda, ramo per ramo.

 

Pubblicato su Rassegna sindacale il 10/8/2017

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