Referendum radicali: un’alleanza popolare per difendere il trasporto pubblico. Un referendum per ripubblicizzare l’acqua?

Fabio Alberti (Sinistra X Roma)

Intorno alla crisi idrica di questa estate, alla proposta referendaria sull’Atac presentata dai radicali ed alla prevedibile prossima nuova crisi dei rifiuti si svolgerà a partire dal prossimo autunno uno scontro politico decisivo per il futuro di Roma. In gioco è lo stesso modello di gestione della città. Dipenderà da questo scontro se si affermerà definitivamente il modello ideologico basato sul mercato o se si potrà rilanciare un modello finalizzato all’interesse di tutti.

Sull’Atac sta venendo a compimento un progetto di privatizzazione lungamente preparato. Da molti anni, più di un decennio, l’Atac è sistematicamente sottofinanziata (la metà dell’ ATM di Milano in termini procapite) e malgestita, con l’evidente obiettivo di metterla in crisi e poi sul mercato. E’ del 2012 l’indagine di mercato effettuata per conto del Comune dall'”Agenzia  per il controllo della qualità dei servizi pubblici locali di Roma” che identificava  ben nove imprese internazionali interessate alla gestione dei trasporti romani. Oggi, a due anni dalla scadenza del contratto di servizio di ATAC, si tenterà l’affondo definitivo, che farà da volano alla privatizzazione dei trasporti in tutta Italia.

Il paradosso è che proprio nei trasporti romani si è già verificato il fallimento della privatizzazione delle linee periferiche e ciononostante il referendum rischia di registrare una maggioranza favorevole. Un paradosso che si spiega con la pessima qualità della mobilità nella città e in generale dei servizi pubblici che induce sempre più persone a chiedere ad un cambiamento quale che sia rifugiandosi nelle illusione ideologica della privatizzazione che risolve. Il fallimento della gestione a 5 stelle induce a non credere più che ci possa essere un cambiamento positivo gestito dalla politica.

Il dibattito e le scelte politiche che saranno indotte dal risultato del referendum sull’Atac avranno significato sistemico e metteranno in discussione tutto l’insieme dei servizi pubblici romani e la stessa idea di città. E proprio per questo sarebbe interessante verificare la possibilità di promuovere, a fianco del referendum sui trasporti, una analoga consultazione sulla ripubblicizzazione del servizio idrico.

La sfida che dovrà affrontare chi vorrà difendere il carattere pubblico dei servizi sarà comunque di grande difficoltà e di enorme portata e si intreccerà con la capacità di avanzare credibili proposte di rilancio della qualità dei servizi e di costruire una larga alleanza di lavoratori ed utenti, forze politiche e sociali.

Occorrerà attrezzarsi sin dall’inizio di settembre per una battaglia difficile, ma che è necessario e possibile vincere.

 

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