Unione Inquilini: “Il fallimento di Ater Roma sarebbe una tragedia sociale”

Ieri mattina alla Regione Lazio è stata accordata la fideiussione che garantirà la sopravvivenza dell’ Ater. Una vittoria importante per l’Unione Inquilini che intervenendo sugli organi di stampa è riuscita a riportare all’attenzione di tutti il possibile smantellamento dell’Ente Gestore. Tale  fideiussione, infatti, garantirà a 50 mila famiglie a basso reddito di continuare ad utilizzare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, mentre L’Ater, dal canto suo, potrà versare ad Equitalia, entro il 31 luglio, 65 milioni per poter accedere alla rottamazione del debito cumulato negli anni da parte delle passate gestioni.

“Il fallimento dell’Ater Roma è questione nazionale , sarebbe una tragedia sociale, gran parte del debito è dovuto a ICI e Imu non pagate, da questo punto di vista le responsabilità di Regione, Comune e Governo sono evidenti. Ma l’attacco è a tutto il comparto dell’edilizia residenziale pubblica nazionale, necessaria l’abolizione dell’Imu per le case popolari e la reintroduzione dell’Imu per l’invenduto dei costruttori” aveva precedentemente dichiarato in una nota Massimo Pasquini, Segretario nazionale dell’Unione Inquilini, che aveva così proseguito: “La vicenda che a Roma vede l’Ater sull’orlo del fallimento è cosa vecchia e risaputa. Ater Roma possiede circa 50.000 alloggi, su un totale di circa 800.000 alloggi a livello nazionale, un parco alloggi che va preservato da spinte privatizzatrici, tenuto conto che sono ben 650.000 le famiglie a livello nazionale che sono collocate nelle graduatorie per una casa popolare. Sono di tutta evidenza le responsabilità in tale ambito di Regione e Governo. Si deve tenere conto che gran parte del debito è dovuto a mancati pagamenti di Imu e della vecchia ICI. Ci troviamo quindi di fronte ad un debito assurdo dovuto ad una tassa, l’Imu, che rappresenta un onere per l’Ater di Roma ma anche per tutti gli enti gestori di edilizia residenziale pubblica a livello nazionale, insostenibile e inaccettabile. Tanto più a fronte del fatto che, al contrario degli Ater, ai costruttori con invenduto speculativo l’IMU è stata azzerata. La vicenda Ater di Roma deve essere affrontata complessivamente. Se la Regione e il Governo lasciano affondare l’Ater di Roma significa che vi è l’intento politico strategico regionale e nazionale di affossare l’intervento pubblico e sociale nel settore abitativo”

Per il momento, la fidejussione accordata dalla Regione Lazio pare aver scongiurato il fallimento dell’ente, ma per l’Unione inquilini si tratta solo di un primo passo. Infatti è stata sottolineata la necessità che siano studiati dei progetti di rilancio per il patrimonio pubblico e che si diano risposte concrete a 10mila famiglie in attesa di un alloggio popolare,  che il Governo proceda nell’abolizione dell’Imu sulle case Ater assegnate a famiglie in disagio abitativo a canoni di locazione rapportati al reddito e che, nel contempo ed a compensazione venga reintrodotta l’Imu sull’invenduto dei costruttori, la cui esenzione, non ha nessuna motivazione plausibile né di carattere economico né tantomeno sociale.

 

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