L’impianto TMB AMA di Via Salaria deve chiudere!

Ennesimo incidente nell’impianto TMB di Via Salaria. Ma ad essere messa a repentaglio non è solo la sicurezza dei lavoratori, come denunciato dal comunicato della CGIL che pubblichiamo, ma anche la salute dei cittadini di Fidene, Villa Spada e zone limitrofe, costrette da anni a convivere con le esalazioni nauseabonde provenienti dall’impianto. La struttura avrebbe dovuto essere chiusa dal dicembre 2015, ma ad oggi i residenti hanno ricevuto solo promesse e nessun atto concreto a tutela della loro salute. I problemi si moltiplicano e servono provvedimenti urgenti.

Ama: ennesimo incidente, è stato di agitazione dei lavoratori degli impianti.

“Non rispettati i tempi sugli interventi previsti dell’accordo, così non va”.

“Ennesimo incidente stamane all’impianto Tmb Salario di Ama, con dinamiche simili al precedente. Un mezzo che si muoveva dentro la vasca colma di rifiuti ha urtato il tetto e questa volta è stato colpito da una lastra di cemento che ha ceduto. Per fortuna anche in questo caso i lavoratori presenti nell’impianto sono rimasti illesi”. Con una nota unitaria Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fit Roma Lazio, Uil Trasporti Lazio e Fiadel Roma Lazio comunicano la proclamazione dello stato di agitazione del personale degli impianti di trattamento di Ama Spa.

“Il ripetersi di criticità e incidenti – continuano i sindacati – hanno portato alla firma di un accordo molto dettagliato su manutenzione e messa in sicurezza degli impianti. Ma dal 23 Maggio nessuno dei pochi interventi avviati è stato portato a termine. Nell’impianto Salario il solo braccio meccanico precedentemente in funzione, dal 28 giugno è in avaria, con il conseguente aumento dei rischi per la movimentazione del rifiuto tramite i mezzi. A Rocca Cencia, per dei cavilli burocratici, non viene nemmeno fornita la scorta necessaria di mascherine a doppio filtro intercambiabile”.

“Indiciamo da subito lo stato di agitazione per poi valutare come proseguire la mobilitazione. È evidente – concludono Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fit Roma Lazio, Uil Trasporti Lazio e Fiadel Roma Lazio – che se non venissero rispettati i patti e i lavoratori dovessero continuare a lavorare in situazioni tanto rischiose, non resteremo a guardare”.

 

Pubblicato da: CGIL funzione Pubblica Roma e Lazio il 4 luglio 2017

 

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