Roma non si privatizza!

d oltre un anno dall’insediamento della giunta Raggi, Il futuro dei servizi pubblici e delle aziende municipalizzate e partecipate di Roma è ancora incerto. Se le precedenti giunte del Pd e dalla destra alemanniana hanno favorito le infiltrazioni mafiose con il sistema degli appalti, depredando le risorse pubbliche e scaricando i costi sulla città e sui lavoratori, l’operato dell’assessore alle Partecipate Massimo Colomban, imprenditore veneto e grande sostenitore delle privatizzazioni, sembra non lasciar dubbi. Con la scusa dei vincoli di bilancio e della riforma Madia si sta procedendo verso la privatizzazione e lo spezzettamento delle aziende, attraverso le esternalizzazioni dei servizi pubblici e dei lavoratori.

Nella Multiservizi, alla nostra proposta di internalizzazione dei lavoratori e dei servizi, peraltro condivisa nella campagna elettore dall’attuale amministrazione, si risponde con la proposta di una gara “a doppio oggetto” e la costituzione di una nuova società a capitale misto pubblico-privato, favorendo la perdita di posti di lavoro, di salario, un peggioramento delle condizioni di lavoro e nessuna garanzia di risparmio ed efficientamento del servizio.

Stessa sorte sembra attendere i lavoratori di Atac. Mentre in altri paesi europei si posticipa al 2024 l’avvio a gara europea che permetterà l’ingresso delle multinazionali del settore, in Italia si preferisce l’attacco ai diritti dei lavoratori abolendo il R.D. 148 ultimo baluardo per la tutela delle clausole sociali e si conferma al vicinissimo 2019 l’ingresso dei privati nella gestione del trasporto pubblico.

Per Ama e Acea si delinea un futuro ancor più nefasto. L’ipotesi di un accorpamento delle due società per permettere agli azionisti privati di Acea (compresi quelli esteri) di mettere le mani sulla gestione dei rifiuti di Roma preoccupa non poco, tanto quanto la scelta di lasciare le attività meno redditizie, come la raccolta e lo spazzamento, fuori da questo processo, spianando la strada alla privatizzazione e all’esternalizzazione del servizio e dei circa 8.000 lavoratori di Ama.
Stesso problema per la società Zetema dove il blocco delle assunzioni di personale- imposto dal Comune di Roma con la delibera n.58/2015 per tutte le aziende pubbliche– sta di fatto rendendo sempre più difficile garantire i servizi, con crescente disagio per i lavoratori, costretti ad un sovraccarico di lavoro.

Dobbiamo fermare questa deriva, partendo dalla difesa dell’occupazione, delle condizioni di lavoro e della qualità dei servizi per salvaguardare la salute della nostra città.

Articolo pubblicato sul sito USB Lazio

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