La risposta del Baobab all’ennesimo sgombero

Esiste un’emergenza migrazioni a Roma?

di Baobab Experience

Vorremmo stare solo ai fatti, perché se stessimo solo ai fatti, sarebbe semplice.

Se stessimo solo ai fatti, potremmo limitarci a considerare le parole della Sindaca di Roma con cui, nella giornata di ieri, annunciava di aver chiesto al Prefetto della Capitale una “moratoria sui nuovi arrivi di migranti in città”, per quello che sono, niente altro che uno dei tanti infortuni mediatici di una sindaca la cui incapacità di gestire le situazioni complesse della città che sta amministrando non aveva bisogno, in fondo, di ulteriori conferme.

E se ci limitassimo ai numeri, basterebbe l’immagine qui sopra, con i dati più recenti dell’UNHCR relativi ai circa 65 milioni di persone che, secondo le statistiche, sono costrette a lasciare il paese di appartenenza per sfuggire ad una delle varie emergenze in corso e trovare salvezza o speranza di una vita dignitosa e sicura lontano dal proprio territorio di origine.

Limitarsi a fatti e numeri sarebbe facile, e basterebbe guardare questa mappa per capire che le dimensioni del problema migrazione sono misurabili nell’ordine delle decine di milioni di persone, e che il “così non si può andare avanti” della sindaca di Roma, e la sua richiesta di “moratoria” al prefetto, suonano puerili e grottesche, se collocate nelle reali dimensioni dello scenario globale.

Esiste un’emergenza migrazioni? Certamente: esiste in Siria, in Turchia, in Libano, nello Yemen, in molti paesi dell’area subsahariana, in Pakistan, in Afghanistan. Persino in Ucraina. Non in Europa occidentale.

Questo dicono i numeri, ma i numeri non ci dicono tutto. E non bastano, i numeri, a descrivere la situazione delle centinaia di persone appena sgomberate da un immobile abbandonato Via di Vannina, e che da due notti stanno dormendo in mezzo ad una strada polverosa, su vecchi materassi, senza acqua, cibo, cure mediche.

Li abbiamo incontrati questa notte, abbiamo ascoltato le loro storie, abbiamo visto in quali condizioni è possibile sopravvivere in una grande capitale europea.

La nostra sindaca fa bene ad usare la parola “emergenza”, perché non c’è altro termine da usare quando donne, minori e persone che avrebbero bisogno di immediate cure mediche sono costrette a vivere in situazioni peggiori di quelle di un qualunque campo profughi di un qualunque luogo dove l’emergenza migrazioni, davvero, è un fatto dimostrabile con i numeri.

Ancora una volta, e continueremo a ripeterlo finché ce ne sarà bisogno, situazioni come quelle dello sgombero di Via di Vannina, o dei diciotto sgomberi del presidio di Baobab Experience, rappresentano un punto di svolta in cui ognuno di noi è chiamato a decidere da che parte stare di fronte a vergognose violazioni dei diritti umani più elementari. Noi abbiamo fatto da tempo la nostra scelta. E chiediamo, ancora una volta, ai cittadini di Roma, a partiti, movimenti, associazioni, a tutte le organizzazioni umanitarie, di decidere quando è il momento di dire basta, e di chiedersi fino a dove siamo disposti ad assistere nel percorso di una intera società e delle sue istituzioni verso la barbarie.

Quanto all’intenzione della Sindaco di Roma di chiedere un incontro con il Ministro dell’Interno, affinché si intervenga “sul tema degli arrivi incontrollati”, si rassicuri la Sindaca Raggi, è in buone mani. Gli accordi con la Libia stanno funzionando, ora si sta finalmente iniziando a sparare sui barconi.

Pubblicato su Comune-info.net il 17/6/2017

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