Cemento a Tor di Valle e Roma – Lido: cambiano i suonatori, ma la musica rimane la stessa!

di Maurizio Messina.

Su Tor di Valle pensavamo di averle viste tutte, ma invece siamo costretti ad ammettere che in politica c’è sempre qualche elemento di novità.

Così venerdì 9 al municipio IX è andato in onda un teatrino poco edificante, con la maggioranza del M5S impegnata (con poche eccezioni) ad approvare un progetto inesistente, con i consiglieri che hanno dimostrato di non conoscerlo neanche per sommi capi, e l’opposizione (Pd e dintorni, quella che tre anni fa in maggioranza aveva votato ad occhi chiusi la delibera 132 Caudo Marino) a stracciarsi le vesti.

Si, pareva la pellicola del 2014 rivista al contrario, a parti invertite: chi governava allora e magnificava le magnifiche sorti dell’opera, oggi si oppone strenuamente, mentre l’opposizione che allora gridava allo scandalo oggi sentenzia il valore benefico del cemento.

Allora come oggi lo spettacolo è stato penoso e peggio ancora è stato un insulto per l’intelligenza dei presenti oltre le transenne. A parte la confusione in aula c’è da rimarcare che pur avendo richiesto di prendere la parola non ci è stato consentito di farlo. Una posizione coerente con gli ordini ricevuti dai consiglieri dell’attuale maggioranza: zero trasparenza e zero partecipazione.

La cosa più bella è stata la convocazione del consiglio municipale per la giornata di domenica 11! Questi fenomenali paladini della democrazia infatti avevano l’ordine di approvare la nuova delibera sullo stadio di Pallotta senza battere ciglio e senza farsi troppe domande, tanto è vero che domenica erano presenti in aula a dare gli ordini i boss della maggioranza comunale, da De Vito a Ferrara. E così è stato. E di nuovo ci è stato impedito di parlare.

Ieri mercoledì in consiglio comunale si è ripetuta la recita su copione, con l’approvazione della nuova delibera.

Cosa avremmo detto se ci avessero dato la parola?

Avremmo detto che al comune e al municipio sono cambiati i suonatori ma la musica è sempre la stessa! Avremmo detto che la Conferenza dei Servizi in Regione si è chiusa con la bocciatura del progetto di Parnasi-Pallotta e nessuno può farlo resuscitare! Avremmo detto che non c’è nessuna scadenza del 15 giugno da rispettare e che non c’è nessuna penale da pagare se il progetto presentato non sta in piedi.  Avremmo detto che nessuno dei consiglieri (di maggioranza e opposizione) e degli assessori del municipio e del comune sì è mai degnato di fare un salto alla Conferenza dei servizi durante i sei mesi di vita (mentre noi siamo stati sempre presenti), considerandola quindi poco importante e allora perché tutta questa fretta all’improvviso?

Avremmo dimostrato che l’ignoranza dei consiglieri è pari solo alla loro arroganza, che non sapevano neppure quello che stavano votando, non avendo letto niente (d’altronde il progetto vero e proprio di fatto non esiste, ma l’ineffabile assessore comunale alla mobilità Meleo ci ha detto che non importa, bastano quattro numeri su una slide per capire!) e non conoscendo niente di trasporti e mobilità, men che meno di Roma Lido.

Avremmo detto che 20.000 passeggeri/ora sulla Roma Lido è fantascienza, è una stupidità colossale, non avremo mai 20 treni/ora funzionanti sulla linea e che i treni che forse saranno acquistati (da chi? Dalla Regione? Dal comune? Da Pallotta?) al massimo serviranno a rimpiazzare quelli che saranno rottamati mantenendo il servizio al livello attuale. Che la barzelletta sugli MA200 l’abbiamo sentita molte volte e non fa più ridere. Che se anche ci fossero i treni non ci sarebbe l’infrastruttura. Che se ci fosse l’infrastruttura non sarebbero sufficienti le sottostazioni elettriche. Che se ci fossero anche le sottostazioni elettriche non ci sarebbe il personale di guida. Che non si capisce se la Regione è disponibile a pagare i 18 milioni di euro all’anno in più derivanti dall’aumento delle corse sulla Roma Lido, e non si sa quanti dall’aumento delle corse di Trenitalia sulla FL1 (ammesso che Trenitalia voglia).

Avremmo detto che riteniamo particolarmente odioso e discriminante sdoppiare il servizio ad Acilia e non consentire alla metà dei treni di raggiungere le stazioni da Acilia sud ad Ostia, considerando gli abitanti di quei territori di serie B.

Avremmo detto che gli abitanti dei quartieri fuori del raccordo saranno impossibilitati a raggiungere le loro abitazioni né via ferrovia né via strada e la mattina rimarranno bloccati senza poter entrare a Roma.

Avremmo detto che riteniamo una stupidità colossale pensare che i tifosi vadano allo stadio in bicicletta (ed anche in canoa).

Avremmo detto che non esiste nessun studio trasportistico associato alle slides (non possiamo chiamarle progetto) e quindi tutte le supposizioni fatte a voce sono non  solo opinabili, ma anche sbagliate.

Avremmo detto che gli unici che hanno fatto una rilevazione sul flusso veicolare sulla via del Mare/Ostiense siamo proprio noi Pendolari e che abbiamo ottenuto che i dati rilevati siano consultabili sul sito della Regione.

Avremmo detto che non ci facciamo fregare dalla girandola di milioni che ormai da un anno e mezzo ci sbandierano sotto il naso ma che nessuno ha mai visto e che sappiamo benissimo che così come ce li hanno messi sotto il naso e sbandierati alla stampa possono sparire nel nulla come un fiume carsico e/o riapparire sotto elezioni sotto altra forma da un’altra parte.

Avremmo detto che loro (consiglieri ed assessori, maggioranza ed opposizione) oggi ci sono e domani no, che ne abbiamo visti passare parecchi davanti ai nostri occhi e ai tavoli di confronto, che noi ci siamo e ci saremo, perché non ci facciamo comprare dal finanziere o dal palazzinaro di turno e non daremo loro vita facile.

Avremmo detto che noi non facciamo accordi con la finanza internazionale, né a Roma né a Boston.

Avremmo detto che noi difendiamo gli interessi dei territori e delle comunità, loro invece difendono gli interessi dei poteri forti, i veri padroni di Roma.

Avremmo detto ………     ma non ce l’hanno lasciato dire.

Noi non molliamo, questa è una battaglia di civiltà contro la barbarie.

Loro sono la barbarie. Noi non arretreremo di un millimetro.

 

Pubblicato sul sito del Comitato pendolari Roma-Lido il 15/2/2017

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