Stadio di contraddizioni

di Comitato “Salviamo Tor di Valle dal Cemento”

Lo scrivente Comitato, con l’intendimento di fare cosa utile invia la nota che segue:
Si riportano alcune osservazioni, sulla nuova delibera per lo stadio della Roma che riconducono ad un giudizio finale che supera la dizione perplessità e comporta tanti dubbi da far pendere il giudizio verso una sonora bocciatura
Semplificando nell’ inquadrare le problematiche:
• Problematiche vincolistiche: La delibera riguardo la questione pare non tenerne sufficientemente conto. Probabilmente rinvia l’esame ad un giudizio di competenza della/e soprintendenze,
• Problematiche trasportistiche: Da un esame non approfondito emerge una scarsa attenzione al riguardo. Troppe le contraddizioni. Si accennano: non vengono individuate le competenze tra i compiti di Roma Capitale e la Regione per la Roma lido. Tempi di intervento di riclassificazione della linea: stazioni e infrastruttura su ferro, funzione della stazione di Tor di Valle e relativo ponte ciclopedonale, assenza di un idea di scambio tra auto private e la ferrovia lungo le stazioni del relativo percorso, nessuna valutazione programmatica circa i tempi degli interventi necessari.
–Analogamente per il Ponte dei Congressi e per quello ciclopedonale a servizio della stazione Magliana linea FL1 e nessuna indicazione di rapporto con le Ferrovie e il Ministero .
–Non viene accennato alcunché (salvo un ottimismo basato sull’uso della biciletta, tutto da verificare) circa il probabile aumento della mobilità privata e la necessità di adeguati parcheggi (per auto private e bici?) e da chi dovrebbero essere gestiti.
• Problematiche collegate alla garanzia economica del soggetto proponente. Gli esiti proprietari della località e le vicende che l’hanno attraversate, avrebbero dovuto comportare una qualche maggiore attenzione al riguardo,
• Problematiche legate alla variante e le polemiche sull’istituto della compensazione. Da quel che è dato sapere la nuova delibera pare che finalmente non nomini più la parola cubature in compensazione. E tuttavia, come dalle ceneri, la questione, pure nascosta, è presente. Risale alla delibera 132 /2014 pag. 22, 4 comma, che viene richiamata dalla nuova delibera (pag. 4 della relazione tecnica, comma 4) nel quale si afferma: “ che le opere ritenute dall’AC (assemblea comunale) di interesse pubblico determinano l’incremento delle previsioni edificatorie”. Naturalmente è una interpretazione “disinvolta” che cozza con la normativa di legge e che porterebbe, quasi sicuramente, all’apertura di un conflitto legale. (posizioni di assemblee elettive che ricordano vagamente la manifestazione, della camera dei deputati, quando fu deciso circa la nipote del presidente egiziano Mubarak, posizioni espresse da una Assemblea capitolina non più in carica, essendo intervenute nuove elezioni che hanno portato alla vittoria un programma rigoroso che faceva della difesa del territorio una priorità)
Appare in ogni caso singolare che sulla proposta di deliberazione non ci sia il visto di conformità alla legge (controllo di legittimità) rilasciato dall’ apposito Ufficio preposto. Sono naturalmente presenti i visti tecnici rilasciati dai vari Dipartimenti.

Rimanendo ferme le critiche osservazioni circa le infrastrutture sulla mobilità e la non sufficiente manifestazione di difesa dei Vincoli di salvaguardia sull’area e sulla tribuna dell’ ex Ippodromo, il possibile rientro nella legalità, a parere degli scriventi, passa attraverso la ulteriore diminuzione di consumo di SUL e/o cancellazione del cosiddetto business park, partendo dalla considerazione che non c’è alcun diritto alla compensazione edilizia e nella considerazione che eventuali interventi richiesti al proponente da parte del Comune, hanno lo scopo di poter sostenere la scelta del rilascio del pubblico interesse.

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