Multiservizi: Fassina presenta esposto contro De Vito

La tempestosa seduta dell’Assemblea capitolina del 6 giugno con al centro il caso di Roma Multiservizi (Rm), ha un seguito amministrativo. Il consigliere di Sinistra Per Roma Stefano Fassina ha infatti presentato un esposto alla prefetto di Roma Paola Basilone contestando la scelta del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito di escludere una rappresentante dei lavoratori dall’intervenire in aula perché sindacalista. “Nella conferenza dei Capigruppo, il Presidente del Gruppo M5S, on. Paolo Ferrara, accoglieva la richiesta di far intervenire i rappresentanti dei lavoratori di RM, ma a condizione che non fossero rappresentanti sindacali.

Tutte le opposizioni si pronunciavano contro tale inaccettabile limitazione dei diritti dei lavoratori e dei diritti sindacali e chiedevano al Presidente De Vito di garantire lo svolgimento pienamente democratico del Consiglio Comunale”, si legge nell’esposto presentato oggi da Fassina. Una volta ripresa la seduta, il Presidente De Vito, in palese violazione dei suoi compiti, si comportava come esecutore della volontà della maggioranza M5s e impediva l’intervento di una rappresentante, liberamente scelta, dei lavoratrici e lavoratori di RM “in quanto rappresentante sindacale”.

Questo che Fassina definisce “veto della maggioranza, imposto all’Assemblea Capitolina dal Presidente Marcello De Vito, sull’intervento di una rappresentante sindacale è un atto che, a parere dello scrivente, si configura – secondo il consigliere di SxR -come violazione dei diritti costituzionali e dello Statuto dei lavoratori”. Per questo Fassina, richiamando “l’art. 16 del Regolamento del Consiglio Comunale di Roma Capitale, che, al comma 3, dispone che ‘Il Presidente promuove gli interventi e le iniziative più idonee per rendere effettivo e costante il rapporto del Consiglio Comunale con la popolazione e gli organismi di partecipazione'”, chiede alla prefetto della Capitale nell’esposto “la Sua autorevole collaborazione per valutare ed eventualmente richiamare ai doveri di Presidente dell’Assemblea Capitolina chi si fa sfregio in modo così palese della democrazia, dei cittadini e del nome delle istituzioni”.

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