Associazione Ex Lavanderia

Zingaretti taglia la luce all’Ex Lavanderia

Comunicato Associazione Ex Lavanderia

L’Associazione ex Lavanderia, il Comitato Si Può Fare e con essi l’ARESAM (Associazione Regionale per la Salute Mentale) e l’ARAP (Associazione per la Riforma dell’Assistenza Psichiatrica) hanno impugnato la delibera della Regione Lazio del dicembre 2016 che cede 27 dei 33 padiglioni del Santa Maria della Pietà effettivamente utilizzabili alla ASL.

Tra questi la ex lavanderia e il padiglione delle due cooperative sociali: una tipografia e una falegnameria che sono uno dei risultati visibili della applicazione corretta della Legge Basaglia e che rappresentano integrazione e dignità attraverso il lavoro. Una delibera che viola sia le stesse delibere della Regione Lazio di questi anni che le normative comunali sulla pianificazione del territorio. Che apre alla risanitarizzazione del comprensorio a cui i diversi Direttori della ASL RME e poi RM1 sembrano non aver mai rinunciato.

In questi giorni il Comune di Roma ha avviato le procedure per la convocazione della Consulta sul Santa Maria della Pietà, invitando Regione e ASL a confrontarsi per la terza volta in vent’anni sul destino del complesso edilizio. Come prima risposta il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha fatto staccare la corrente alla Ex Lavanderia (Padiglione 31).

Se Zingaretti facendo staccare la luce ha pensato di spegnere questa esperienza, che insieme ai cittadini e alle cittadine chiede da 14 anni un processo partecipato sui destini dell’ex manicomio che ne riscatti la memoria, che lo restituisca al territorio e alla comunità che lo circonda, a partire dal suo Parco, si è sbagliato.

Se non dando seguito alla proposta di legge di iniziativa popolare che giace in Regione dal ormai tre anni ha pensato che ce ne dimenticassimo, si è sbagliato. Se le istituzioni pensano che cittadini/e possano accettare di non aver mai voce in capitolo sul loro territorio e sul loro destino si sono sbagliate. Se hanno pensato che togliere la corrente alla Ex Lavanderia fosse una sorta di “elettroshock”, tale da rendere inebetiti e senza memoria 12.500 cittadini, si sono sbagliate.

Chiediamo a questa città un sussulto di dignità e di rispetto delle sue comunità ed esigenze. Siamo stati costretti, per farci sentire, ad agire in modo inaspettato, non formale, diverso. Abbiamo dato a questa città tempo, denaro, competenze, lavoro. Gratis. Non abbiamo preso posti, denaro, potere. Siamo quelli che resistono e restano umani.

Pubblicato sul sito dell’Associazione Ex Lavanderia il 19/2/2017

 


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