A cosa serve Sinistra x Roma?

 DIBATTITO

di Roberto Morea*

Quando abbiamo lanciato, non senza difficoltà, la lista per le elezioni comunali abbiamo detto che il passaggio elettorale sarebbe stato solo il primo passo di un cammino unitario che avrebbe dovuto reinnescare il coinvolgimento e l’attivazione delle molte e dei molti che si erano allontanati dalla politica perché traditi o disillusi dal credere che le condizioni soggettive possano trovare soluzione nell’interesse generale o perché schifati dai giochi politici  utili solo a avere un posto di relativo potere. Ricordo le belle parole di Stefano Fassina sulla necessità di dare forza e voce a quelle comunità territoriali che rappresentavano le prefiguranti possibilità di una ricostruzione della sinistra.

Cosa è rimasto di quella spinta propulsiva che ha coinvolto centinaia di uomini e donne in campagna elettorale e che comunque aveva portato a superare molti scogli e i marosi delle elezioni e approdare in consiglio comunale? Cosa è necessario fare per riprendere quel cammino? Queste sono le domande che dobbiamo farci ad un anno dalle elezioni e, insieme al bilancio del lavoro fatto, cercare quali siano le cose da fare per correggere eventuali errori e ripartire.

Sinistra x Roma, così come tante altre esperienze locali, ha rappresentato la possibilità di dare una risposta di sinistra alla crisi economica e sociale in cui vive la città. Molti nostri concittadini, però, non si sono fidati delle nostre proposte viziate da contraddizioni interne ed hanno invece puntato sul M5S come strumento di discontinuità radicale e di rottura di un sistema di potere che aveva visto il PD romano ed i suoi vassalli occupare le istituzioni per costruire e ramificare, attraverso circoli e trame, uno strumento di controllo per appalti e privatizzazioni.

Oggi però è sempre più evidente che l’alternativa legalitaria e giustizialista si è trasformata nella imposizione della continuità senza un cambiamento sul terreno della giustizia sociale. Chi aveva puntato a quel cambiamento attraverso il M5S si è dovuto ricredere davanti ad un progressivo asservimento della nuova Giunta alle stesse logiche economiche e sociali delle stagioni precedenti. Ma noi cosa abbiamo fatto? E cosa dobbiamo fare?

È inutile negare che le forze politiche e sociali che hanno dato vita a Sinistra X Roma non hanno saputo mettere in campo, fin ora, quel coinvolgimento e quella partecipazione degli uomini e delle donne di questa città che è condizione imprescindibile per ricostruire una sinistra di popolo. Le dinamiche interne ci hanno consegnato ad un immobilismo “de facto” e la parola d’ordine è stata “aspettiamo”. Abbiamo atteso congressi, formalizzazione e cristallizzazione delle differenze, invece che offrire alla città uno slancio di apertura di una fase nuova. Non è stato creato nessun luogo pubblico, partecipabile, dove decidere insieme cosa fare, come andare avanti. Ancora oggi qualcuno resta intrappolato nell’attesa di un fatto nuovo, esterno da noi, che riapra chissà quale “percorso costituente”.

Tra poco ci saranno le elezioni regionali e quelle politiche nazionali e credo sia opportuno che da noi parta un segnale forte di unità e di rilancio di una sinistra popolare. Per questo sarebbe necessario lanciare un appuntamento, un incontro con i militanti, gli attivisti e chi ci ha votato, per spingere verso un rilancio della nostra esperienza e dare più forza ad una proposta politica di cambiamento. Lo dobbiamo a chi in città ogni giorno lotta per il proprio posto di lavoro e per i tanti e le tante che nel loro impegno quotidiano prefigurano una città ed una società più giusta e solidale.

*l’Altra Europa con Tsipras

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