Beni confiscati: le istituzioni diano risposte certe

Una panoramica di temi sociali: lavoro, beni comuni, accoglienza, diritto alla casa, quella di stamattina nell’incontro della Rete dei Numeri Pari, cui aderiscono 170 associazioni.

Obiettivo dell’incontro richiedere l’utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, una richiesta che arriva dalle realtà che aderiscono alla Rete e che operano mettendo al centro il tema della dignità umana e dell’uguaglianza, in particolare a Roma dove da molti anni ci sono problemi legati alla povertà e alla diseguaglianza.

Si tratta di associazioni che lavorano da anni sul territorio fornendo assistenza e servizi nelle zone più periferiche della città, e che rivendicano un piano strategico per un uso sociale dei beni confiscati alla mafia. L’agenzia nazionale preposta, su Roma gestisce circa 435 beni immobili.

Di questi ben 307 sono a scopo abitativo (appartamenti, ville, box) e 51 terreni. Per noi, amministratori di questa città, sono quelle di stamattina, lezioni di solidarietà e competenza. Di esperienza maturata a contatto quotidiano con le persone disagiate. Le istituzioni tutte facciano tesoro del lavoro di queste associazioni e diano risposte celeri e adeguate.

Si faccia richiesta per questi beni, si mettano a bando o si faccia al più presto un regolamento. E’ dovere dell’Amministrazione, confrontarsi, fare atti, decidere. Così in una nota il consigliere comunale Stefano Fassina di Sinistra per Roma


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