Valentino caro

Valentino Parlato

di Sandro Medici

VALENTINO CARO
Era una persona che abbracciava con lo sguardo, Valentino Parlato. E forse sarà proprio quel suo sguardo che mi mancherà di più, di questi tempi angusti e incupiti.
Era un comunista: di quelli capaci di guardare gli orizzonti lontani anche da una stanza piena di fumo, cercando parole e spingendo tasti.
Era un giornalista, un formidabile analista del reale, che di quel reale sapeva cogliere il prima e il dopo, spiegandolo con acume e leggerezza.
Era un maestro, ma un maestro riluttante, con quell’aria disadorna da anti-eroe, sotto quella giacca di velluto consumata da decenni di speranze politiche.
Era un uomo tenace e generoso, senza la cui totale abnegazione “il manifesto” non sarebbe sopravvissuto, sebbene stentasse e ancora stenti a rendergliene merito: fin quasi a dimenticarsene.
Era un amico, un compagno, un fratello maggiore; mi ha accompagnato in tante avventure: quando ho fatto il direttore, poi da presidente e perfino nella spericolata “Repubblica Romana”, condividendo slanci e passioni, sorridendo di sconfitte e delusioni.
Non ti dimenticherò, Valentino caro.

L’ULTIMO SALUTO VENERDI’ 5 MAGGIO NELLA SALA DELLA PROTOMOTECA IN CAMPIDOGLIO.
CAMERA ARDENTE DALLE ORE 15.00 – COMMEMORAZIONE ALLE ORE 17.30

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