Ospedale Forlanini: sprechi o incuria?

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In questi ultimi giorni la vicenda “Forlanini” a Roma sta vivendo un momento di visibilità, quasi come una recrudescenza di malattia, mi si passi il termine! E’ noto che l’ex Complesso Ospedaliero Carlo Forlanini sia stato dichiarato in dismissione già nel lontano 2006, insieme all’ospedale San Giacomo, sempre sito in Roma, in pieno centro storico, nel cosiddetto “tridente”, per fare cassa, visto che la regione Lazio rischiava il default e si dovevano ridurre i costi della Sanità!

Ebbene, il San Giacomo, è stato definitivamente chiuso il 3 novembre 2009, lo ricordo bene perché io, medico del 118, sono stata, insieme al mio equipaggio, fra le ultime persone a lasciare quel nosocomio ed ho vissuto tutto il dolore di quel periodo insieme ai cittadini-pazienti, residenti e non, e insieme agli operatori della sanità che lavoravano in quella struttura. Da un’altra parte della città, si viveva lo stesso dramma e si facevano le stesse lotte contro la chiusura del Forlanini, slittata poi fino al 31 luglio 2015, con il trasferimento degli ultimi reparti ancora attivi, all’interno dello Spallanzani.

Per il San Giacomo sappiamo com’è finita, nel senso che la vendita da parte della Regione non è stata possibile. Infatti, con il cambio di destinazione d’uso, necessario per la messa in vendita, è spuntato fuori il testamento degli eredi Salviati (Cardinale che aveva donato quel complesso alla città di Roma per la cura dei suoi abitanti), dove era ben specificato che, qualora ci fosse stato questo cambio d’uso, il San Giacomo sarebbe ritornato ai legittimi proprietari, cioè gli eredi. Eredi che, tuttavia, non lo hanno voluto per sé, ma hanno lottato con i pazienti e con gli operatori perché restasse un ospedale pubblico. Peccato, quel bel palazzo storico è abbandonato in pieno centro e i “palazzinari” non sono riusciti ad appropriarsene e la Regione non è riuscita a fare “cassa”.

Ora, dunque, rimane il boccone ghiotto del Forlanini che, pur non essendo in una zona prestigiosa come il centro storico, ma in semi-centro, sicuramente fa gola a molti, visto che si estende su una superficie di oltre 280.000 metri quadri, fra la Gianicolense e la Portuense, con un ampio parco, con un museo unico nel suo genere, con due ingressi e persino un laghetto sotterraneo. Certo c’è da spendere per ristrutturarlo, perché per anni è stato lasciato in stato di abbandono senza alcuna manutenzione, senza una vera e propria vigilanza, tanto da essere diventata una struttura rifugio per ogni sorta di malintenzionato durante la notte, fino a sfociare in una tragedia “annunciata” con la morte di una sedicenne lo scorso anno!

E questo, nonostante i cittadini residenti insieme ai pochi operatori rimasti avessero più volte protestato con la Direzione e con la Regione, unica proprietaria del Complesso Forlanini. In occasione di quella tragica morte, altrimenti evitabile, la Regione è intervenuta per mettere in sicurezza la struttura, tanto che adesso per entrare, anche gli stessi operatori della sanità rimasti, devono mostrare un documento.

Rimane però la questione di cosa farne di questa struttura. La Regione, dopo aver ricevuto notizia della costituzione di un Coordinamento di Comitati di quartiere, che ha fatto più volte richiesta di essere ascoltato, senza peraltro ricevere mai una risposta, nel settembre 2015 ha proposto un bando delle idee sul Forlanini, bando andato del tutto deserto, anche perché poco pubblicizzato. I cittadini dei territori interessati si sono via-via organizzati meglio, coinvolgendo sempre più persone e associazioni, attraverso assemblee e volantinaggi, ad intraprendere la strada del dialogo con la Regione, per fare delle proposte condivise, ma ancora una volta mai
ascoltati.

A settembre 2016, la Regione promuove un Atto di Indirizzo, con cui si vuole trasformare quella struttura in una “cittadella della pubblica amministrazione” o “federal building”, detto all’inglese, chissà perché… forse suona meglio! Ma i cittadini, grazie soprattutto ai social, riescono ad esprimere un parere negativo su questa proposta che, tra l’altro, avrebbe un impatto ambientale e urbanistico deleterio in quel territorio già compromesso per la viabilità e la vivibilità. Alcuni consiglieri regionali assicurano, però, che la struttura così resterà pubblica, senza capire le vere esigenze dei cittadini della zona che chiedono la riconversione in struttura socio-sanitaria.

La Regione prosegue su questo percorso, fino ad arrivare a dicembre 2016, con un bel “regalo di Natale”: la delibera n.766 <http://www.quotidianosanita.it/lazio/articolo.php?articolo_id=46334> , che trasforma il Forlanini da bene non disponibile a bene disponibile e che, quindi, dà la stura alla vendita per soli 70 milioni di euro, cioè un quarto del suo valore stimato che è di 280 milioni di euro. Eh già, tiene conto del costo di un’eventuale ristrutturazione per il possibile acquirente. Ora però la Regione sostiene che lo vuole vendere ad una Istituzione Pubblica per farne la Cittadella della Pubblica Amministrazione.

Due domande semplici: ma quale istituzione pubblica ha in conti in attivo tanto da poter acquistare la struttura? E quale acquirente sarebbe disposto a farsi dettare dalla Regione la destinazione d’uso? Domande di semplice buon senso, da semplice cittadino. Sono domande che come Coordinamento dei Comitati e Associazioni per il Forlanini Bene Comune, abbiamo da subito posto, ma ancora una volta nel silenzio assordante. Tanto che alcuni di noi hanno deciso di farsi ascoltare, non solo attraverso la lotta politica, ma anche attraverso la lotta giudiziaria ricorrendo, a nostre spese, al Tar Lazio, per far ritirare la delibera n.766. Quest’ultimo non ha dichiarato illegittimo il ricorso, come si è erroneamente riportato in questi giorni, ma ha solo respinto la domanda cautelare di ritiro della delibera, e ancora si deve pronunciare nel merito.

In ogni caso il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni pro-Forlanini ha smosso un po’ le acque e pur non avendo grandi mezzi, né i media a disposizione, ha trovato ascolto in Campidoglio, tanto che il 16 marzo sono state approvate in Consiglio Comunale la delibera di Stefano Fassina di Sinistra Italiana, e quella di Grazia Guerrini del M5Stelle, entrambe a sostegno dei Comitati sul mantenimento della vocazione socio-sanitaria del Forlanini. Fatalità o coincidenza la Regione, quello stesso giorno, faceva girare un Comunicato Stampa in cui si affermava che avevano trovato 250 milioni di euro per ristrutturare il Forlanini.

Personalmente mi sento di fare i complimenti all’Ufficio Stampa della Regione che, evidentemente, segue passo-passo le nostre azioni e cerca di annullarle, se non prevenirle, a mezzo stampa. Il Comunicato è, però, smentito dai fatti perché i soldi per la ristrutturazione non ci sono e lo ha affermato direttamente l’assessore al Patrimonio Pubblico Alessandra Sartore, in un incontro della CGIL in Regione <http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=49180
, organizzazione sindacale che ha permesso ad una rappresentanza del Coordinamento di essere presente all’incontro, in cui però non c’è stata alcuna promessa di dialogo partecipato, contrariamente a quanto veniva poi scritto nei comunicati della Regione.

Per venire a questi ultimissimi giorni, poi, è stato dato molto risalto alle dichiarazioni della Regione sul presunto rigetto del ricorso, e poco invece alla manifestazione tenutasi il 1 Aprile, in cui abbiamo sfilato sulla Gianicolense fino ad arrivare a piazza Carlo Forlanini, con la partecipazione di tante Associazioni di quartiere, in un corteo colorato, pacifico, variegato con l’adesione della CGIL, dell’USB e di alcuni politici, quali Stefano Fassina, Massimo Cervellini, Loredana De Petris di Sinistra Italiana e del consigliere regionale Davide Barillari del Movimento 5 Stelle, ai quali va il nostro ringraziamento per essere stati presenti, senza bandiere e senza passerella, ma a sostegno dei cittadini, che chiedono l’istituzione di un Tavolo partecipato dove si possa serenamente discutere nel merito e trovare soluzioni condivise.

Noi crediamo che una parte dei 628 milioni di euro destinati all’edilizia sanitaria, potrebbero servire per la ristrutturazione del Forlanini e invece viene da chiedersi: sprechi o incuria?

Francesca Perri
Membro Coordinamento dei Comitati, delle Associazioni e dei Cittadini per il
Forlanini Bene Comune-Proprietà Pubblica


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