Né destra né sinistra? Solo tanta confusione

Per guidare una città complessa come Roma non bastano slogan o parole chiave, ma serve soprattutto un’idea di città che si vuole avere. Una visione in base alla quale mettere in campo azioni amministrative coordinate, volte al raggiungimento dell’obiettivo.

In questi mesi a Roma è mancata proprio un’azione amministrativa che sapesse guidare la città verso un risultato. Basti pensare ai proclami che c’erano stati in campagna elettorale e collegarli con i tanti tentennamenti che ci sono stati su temi cruciali come il Business Park di Tor di Valle (meglio conosciuto come Stadio della Roma), organizzazione delle Olimpiadi, gestione degli spazi pubblici e moratoria degli sgomberi, bilancio Capitolino. Al contrario invece di slogan, che però hanno avuto la stessa sorte, se ne sono sentiti tanti.

Il più famoso del Movimento 5 Stelle è quello che dice “né destra né sinistra”. Forse perché si volevano raccogliere un po’ tutti e due i campi politici, decisamente contraddittori su molti temi. Tutto ciò ha portato a un immobilismo generatore di notevoli frizioni, non solo a livello capitolino, ma anche e soprattutto nei municipi. Così se il presidente del Municipio VII si è dimesso perché “i consiglieri M5S si comportano da opposizione”, dall’altra c’è chi ha scelto di andare a destra o nel Pd.

Nel municipio XIII la consigliera grillina Isabel Giorgi, secondo quanto riportato da alcun organi di stampa, è passata al gruppo di Fratelli d’Italia. Stesso percorso era stato intrapreso nel Municipio XII dalla consigliera M5S Francesca Grosseto. E gli smottamenti potrebbero non essere finiti. Si vocifera infatti che a breve nel Municipio dell’Aurelio altri due consiglieri pentastellati potrebbero lasciare i propri compagni di avventura per approdare al PD.

Insomma sotto al cielo capitolino regna una grande confusione. Così appare un modo per bypassare il problema e le divisioni anche il tentativo di aprire alla partecipazione cittadina, come illustrato oggi dalla sindaca Raggi in conferenza stampa, con il bilancio parecipativo, votazioni online per i referendum cittadini e presentazione di delibere di iniziativa popolare. Un amministratore dovrebbe avere la barra dritta e le idee chiare su cosa serve alla città. Escludere i consiglieri dalle decisioni in nome di una partecipazione popolare, potrebbe comportare il rischio di paralizzare ancora di più una città in grande sofferenza.

 

 

Gianluca Colletta


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