Un calcetto al “calcione”

Un gol contro le raccomandazioni. Non tarda ad arrivare la reazione alle spregiudicate parole del ministro del lavoro Poletti che ha consigliato a chi cerca lavoro come oggi sia “meglio una partita di calcetto piuttosto che inviare i curriculum”. Parole con cui viene legittimata in maniera spudorata la raccomandazione e la clientela e in cui si fa intendere che è meglio avere amicizie piuttosto che professionalità e preparazione.

Così oggi pomeriggio davanti alla sede del Ministero del Lavoro in via Veneto si è svolto un flash mob in cui si è voluto contestare con lo stesso mezzo le parole di Poletti. Una partita a calcetto, a cui ha partecipato anche il consigliere comunale di SinistraXRoma, Stefano Fassina, per dire che si può e si deve fare gol anche senza raccomandazioni. Armati di magliette, scarpini, un pallone e porte di fortuna, si sono organizzate le squadre e si è dato vita a una partitella nella migliore tradizione calcistica da strada.

Perchè il calcio deve rimanere uno sport, un divertimento, un modo per stare insieme agli amici. Per trovare un posto di lavoro invece ci dovrebbero essere i concorsi, gli uffici di collocamento, le domande inoltrate tramite curricula. Invece tante, troppe, volte la logica del più furbo, della scorciatoia, della clientela tende a prevalere, non solo costringendo chi ha le qualità a vedersi preclusa ogni possibilità di ascesa sociale, ma privando tutti del diritto di pari opportunità, cosa che uno stato dovrebbe garantire.

“Per il ministro Poletti – hanno sottolineato gli organizzatori del flash mob – è più facile trovare lavoro con una partita di calcetto che con il curriculum. Quella di Poletti non è una gaffe. Ancora una volta il ministro del lavoro si conferma uomo sincero che dice sempre quel che pensa, rivelando l’idea sul lavoro del governo Renzi – Gentiloni. È vero, lo sappiamo bene, in Italia spesso il lavoro si trova per relazioni personali, se non addirittura per favoritismi e clientele. Si tratta di un modello che il ministro dovrebbe contrastare e non promuovere. In un paese in cui la disoccupazione giovanile è al 40% e promuovono l’economia dei lavoretti o addirittura del lavoro gratuito, è inaccettabile quel che accade nei palazzi del governo. Da tempo chiediamo le dimissioni di Poletti, non per le sue dichiarazioni imbarazzanti, ma – concludono – per le sue politiche sbagliate che hanno precarizzato il lavoro, cancellato tutele e inondato l’Italia di milioni di voucher”.

Da più parti si è levato il coro “Poletti vieni a giocare con noi”. Del ministro però neanche l’ombra. Forse preferisce i grandi stadi per esibire la sua grande tecnica calcistica! O stava scrivendo il curriculum per la prossima poltrona da occupare?

 

Gianluca Colletta


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