Valerio Verbano: un dolore sempre vivo, un impegno duraturo

di Daniela Caramel

Per sempre insieme Valerio e Carla, davanti alla casa di Via Monte Bianco dove 37 anni fa Valerio venne brutalmente assassinato per mano fascista davanti ai suoi genitori. Una nuova targa, posizionata dai compagni e dalle compagne di Valerio Verbano, ricorda non solo il giovane militante comunista, ma anche la sua indomita mamma che ha lottato una vita per avere giustizia ed è morta senza sapere la verità.

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Ed oggi, a 37 anni da quell’efferato delitto, le strade del quartiere si sono di nuovo popolate, come ogni anno, con un corteo sempre numeroso e partecipato, che vede non solo la presenza di chi Valerio lo ha conosciuto, ma anche di tanti giovani e giovanissimi, che non erano ancora nati all’epoca dei fatti, ma ai quali viene affidato il testimone per mantenere viva, anche in futuro, la memoria. L’appuntamento è sempre lì, davanti alla casa di Via Monte Bianco, e anche quest’anno si è radunata una folla, proveniente da tutta Roma, che ha poi sfilato per le strade del quartiere, con striscioni, bandiere, canti, passando davanti alla Palestra Popolare che porta il nome di Valerio e nel quale venne allestita la camera ardente per Carla. Ed è davvero commovente, per chi oggi ha i capelli grigi, vedere che le nuove generazioni hanno saputo raccogliere l’appello di mamma Carla e lottano per tenere fede a quegli ideali per i quali Valerio ha perso la vita.

IL DOSSIERcorteo
La morte di Valerio è una ferita non solo per il quartiere di Montesacro, ma per tutta la città, la morte di Carla è un dolore che si rinnova per il coraggio e la determinazione di questa madre che non si è arresa e ha sempre cercato i colpevoli dell’assassinio del figlio: una verità che sembrava vicina, quando qualche anno fa vennero riaperte le indagini, venne ritrovato il famoso “Dossier Verbano” e isolato il DNA di uno degli assassini. Speranze deluse, al punto che oggi i compagni e le compagne di Valerio scrivono “A 37 anni dall’assassinio di Valerio Verbano e dal sequestro del dossier antifascista da lui scritto è tempo che la Procura dichiari il proprio fallimento nel trovare gli assassini di Valerio e consegni, senza indugi e senza banali scuse sul segreto istruttorio, all’avvocato di Carla Verbano, ai compagni e alle compagne di Valerio e Carla la documentazione completa, scritta e fotografica dell’ex reperto 97153A, meglio conosciuto come “Dossier Verbano” Affinché quel materiale di alto valore affettivo e storico-politico possa tornare alla collettività a cui è giusto che appartenga.”

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Resta la casa di Via Monte Bianco, che la Regione Lazio, proprietaria dell’immobile, vorrebbe vendere: ma questo sarebbe un ennesimo insulto alla memoria, che nessuno deve permettere. Come hanno chiesto i compagni e le compagne di Valerio, quella casa deve tornare alla comunità e al quartiere, perché diventi non solo un luogo della memoria, ma uno spazio sociale vivo, dove poter svolgere attività e iniziative culturali e antifasciste per gli abitanti del quartiere. Sarebbe il modo migliore per onorare il sacrificio di Valerio e Carla, ed è questo l’impegno che ancora si chiede al Presidente della Regione Nicola Zingaretti.

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Ancora tra cent’anni ci sarà chi curerà questa ferita che non guarisce mai


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