Roma spelacchiata

di Paolo Gelsomini

Come nell’apologo di quello che guardava il dito che indicava la luna anziché guardare la luna, così i romani si sono fissati per tutto il periodo delle feste natalizie sull’ormai famoso “Spelacchio”, appassionandosi al destino dei suoi rami da salice piangente più che riflettere seriamente sul baratro dentro il quale sta precipitando Roma.

Mentre non riusciamo a capire quale sia realmente il piano industriale dell’AMA ed il piano strategico del Comune per raggiungere gli obiettivi della raccolta differenziata né i programmi a medio e lungo termine per lo smaltimento dei rifiuti, si è presa la via dell’Abruzzo per portare quotidianamente la nostra “monnezza” dopo aver rifiutato l’aiuto dell’Emilia Romagna per ragioni a noi incomprensibili.

Invece l’ATAC un piano industriale ce l’ha per poter arrivare ad un concordato che scongiuri la sua morte che, al momento attuale, sembra più evidente di quella accertata del povero Spelacchio. Ma per il momento questo piano industriale si percepisce soprattutto dal programma di vendita del patrimonio pubblico (l’azionista dell’ATAC è il Comune al 100%) costituito soprattutto dai monumentali ex depositi disseminati per la città da Trastevere, all’Appio, a Mazzini, a Ostiense. Un altro modo per trasformare dei luoghi identitari di grande valenza architettonica, da servizi socio-culturali per i quartieri a grandi centri commerciali o residenziali di lusso.

Nel frattempo altre operazioni edilizie stanno impoverendo il contesto urbanistico, storico ed architettonico della Città Storica. In nome e per effetto del Piano Casa della Regione (Piano che viene da lontano, iniziato dalla Giunta Polverini e completato dalla Giunta Zingaretti) c’è un lungo elenco di villini degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso in predicato di essere demoliti per far posto a brutti condomini di residenze di pregio che certamente non vanno a risolvere il problema della casa per i meno abbienti. Il Piano casa si è chiuso a giugno ed ora sono in via di realizzazione i progetti presentati di demolizione e ricostruzione senza che né la Soprintendenza né il Comune si preoccupino minimamente per attivare le loro competenze in materia che potrebbero quantomeno attenuare o orientare il fenomeno.

Ora il Piano Casa non c’è più anche se i suoi nefasti effetti si stanno manifestando proprio nelle parti più pregiate del tessuto urbanistico ed architettonico di Roma, ma è entrata in vigore la Legge Regionale sulla Rigenerazione ed il Recupero Urbano.

I Comuni potranno indicare strategie, obiettivi, prescrizioni, opere di mitigazione o compensazione ambientale, opere di pubblico interesse da realizzare, politiche pubbliche, programmi per la partecipazione civica, soggetti pubblici ed economici da coinvolgere, relazione di fattibilità economica. Inoltre i Comuni potranno individuare ambiti territoriali urbani nei quali consentire interventi di sistema di ristrutturazione edilizia e urbanistica o interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti. Come intende muoversi il Comune di Roma Capitale? Continue reading “Roma spelacchiata”

Unione Inquilini: il Segretario Guido Lanciano sottolinea spreco di soldi pubblici per utilizzo dei residence

Il Segretario romano dell’Unione Inquilini Guido Lanciano denuncia: “Nella nostra città qualcosa sembra proprio non funzionare e nonostante i proclami sulle magnifiche conquiste in materia di politiche abitative, le cose non procedono secondo i piani.” E prosegue: “I Caat (i centri di assistenza alloggiativa temporanea) che dovevano essere chiusi entro il 2 febbraio 2018, come era stato annunciato dall’assessore alle Politiche sociali Laura Baldassare in … Continue reading Unione Inquilini: il Segretario Guido Lanciano sottolinea spreco di soldi pubblici per utilizzo dei residence

Centro Carni di Via Palmiro Togliatti: riqualificazione o speculazione? Urge trasparenza

di Anna Maria Bianchi Missaglia

Il Centro Carni di Via Palmiro Togliatti, 1280, nel V Municipio, ha alle spalle una storia complessa, riassumibile nel solito braccio di ferro sulle proprietà pubbliche  tra chi vorrebbe mantenerle tali valorizzandone la vocazione di “beni comuni”  e chi invece   vorrebbe “valorizzarle” con operazioni volte al profitto, per “far cassa”, spesso  per  ripianare i debiti di  aziende pubbliche in sofferenza. Come in questo caso, l’AMA, a cui,  durante la Consiliatura Alemanno,  era stata conferita    l’area, provocando la reazione di molti cittadini e comitati, che  nell’ottobre 2012 hanno  costituito  il Coordinamento Popolare contro la Speculazione dell’area denominata “Centro Carni” per impedire che la fallimentare situazione dell’azienda pubblica comportasse la svendita dell’area e le conseguenti  probabili speculazioni edilizie. Anche il M5S romano, nell’agosto 2014, aveva depositato un’interrogazione per sapere quale fosse la situazione, soprattutto dal punto di vista dell’interesse pubblico. Continue reading “Centro Carni di Via Palmiro Togliatti: riqualificazione o speculazione? Urge trasparenza”

Il TAR Lazio promuove il regolamento antenne della capitale. Bocciate le censure dei gestori di telefonia mobile

Dopo due anni di attesa, rispetto ai ricorsi promossi dalle quattro compagnie di telefonia mobile, che si contendono il mercato delle antenne sui tetti della Capitale, il TAR Lazio ha sonoramente bocciato su tutti i fronti le censure avanzate al testo del Regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile, approvato nel 2015 dalla Giunta presieduta dal Sindaco Marino e … Continue reading Il TAR Lazio promuove il regolamento antenne della capitale. Bocciate le censure dei gestori di telefonia mobile

Stato di agitazione tra le postazioni del contact center GSE: E’ ora che la dignità e i diritti non siano più in vendita.

Per raccontare gli ultimi sviluppi della vicenda delle lavoratrici e dei lavoratori Gse partiamo da una scena avvenuta durante uno dei tanti sit-in davanti al ministero dello sviluppo economico: da una parte una operatrice del call center che chiedeva di non subire sulla propria pelle l’ennesimo passaggio di società, dall’altra, il responsabile della gestione vertenze delle imprese in crisi presso il mi.s.e Gianpietro Castano, classe … Continue reading Stato di agitazione tra le postazioni del contact center GSE: E’ ora che la dignità e i diritti non siano più in vendita.