Roma Tpl, nuovo appalto della rete periferica del trasporto pubblico locale

Comunicato Usb

Mercoledì 21 marzo, presso l’Assessorato alla mobilità si è svolta la consultazione pubblica in merito alla imminente procedura di gara per l’affidamento del servizio del trasporto pubblico periferico di Roma. Oggetto dell’incontro recepire le osservazioni dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti nel progetto.

Convinti di avere l’opportunità di poter presentare delle proposte in merito, nonostante la nostra storica e conclamata contrarietà alle esternalizzazioni dei servizi pubblici, abbiamo trovato l’indisponibilità del Direttore Nardi a discutere di qualsiasi argomento, al di fuori del parco mezzi. Scopriamo così che già nel mese di Febbraio l’Assessorato alla Mobilità, aveva disposto di escludere argomenti, come quello del personale, che in realtà rientrano a pieno titolo nella consultazione. Difatti, come previsto dalla delibera A.R.T. n.49/15, è facoltà dell’Ente affidante quella di estendere l’oggetto della consultazione, oltre ai beni essenziali, anche all’effettuazione del servizio nonché ad ogni aspetto qualitativo del servizio, tenendo conto degli esiti di un’apposita consultazione dei soggetti interessati. Consultazione che di fatto è stata impedita e ristretta a questioni di esclusivo interesse per i nuovi gestori.

Riteniamo questa scelta dell’Assessorato immotivata e pericolosa. Impedendo un ambito di confronto previsto dal nuovo Codice degli Appalti, di fatto si è scelto di non affrontare problematiche importanti che hanno reso impossibile la vita ai lavoratori del Tpl privato e ai cittadini che ne hanno subìto gli effetti nefasti.

Un’amministrazione che si vanta di dar voce ai cittadini e ai lavoratori non può permettersi di escludere dalla discussione ciò che riguarda la tutela economica e normativa dei lavoratori; la logistica dei futuri depositi (vista la non disponibilità di Roma TPL a cederli); la nomina di un garante che verifichi la regolarità dei pagamenti ai lavoratori e dei servizi offerti ai cittadini; l’inserimento della clausola di revoca dell’appalto in caso di gravi inadempienze; l’obbligo del committente di sostituirsi all’azienda in caso di mancati pagamenti ai lavoratori.

Queste sono le tematiche che USB avrebbe voluto discutere, anche la nostra proposta di fare un’altra seduta su queste problematiche ci è stata negata.
USB non si fermerà fino a che i disagi che hanno afflitto
il trasporto pubblico gestito dai privati non termineranno
per dare maggiori garanzie ai lavoratori e ai cittadini.

pubblicato sul sito Usb il 22/3/2018

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