Municipio II: ASSEMBLEA PUBBLICA PER SALVARE VILLA PAOLINA E GLI ALTRI EDIFICI STORICI MINACCIATI DI ABBATTIMENTO

Si è svolta la sera del 7 febbraio l’attesa Assemblea pubblica presso la Sala Cittadina del II Municipio, organizzata dal Comitato Salviamo Villa Paolina e dal giornale locale Tre Righe.

In 20 giorni sono state raccolte 6.500 firme affinché Villa Paolina e altri 21 edifici, tra cui alcuni palazzine o villini di pregio, non vengano demoliti o deturpati a causa delle deroghe alla legge regionale del Piano Casa.

Argomento molto sentito dalla cittadinanza, che ha letteralmente gremito la sala per ascoltare i tre relatori invitati a parlare ma anche a rendere conto del loro operato alla cittadinanza.

La professoressa Cristina Rinaldi, presidente del Comitato “Salviamo Villa Paolina”, ha aperto i lavori ringraziando i relatori e tutti i presenti sottolineando che la battaglia per salvare gli edifici come Villa Paolina e gli altri edifici storici sia una battaglia di civiltà e di giustizia. Ha preso poi la parola Domenico Fischetto, direttore del quotidiano locale on line Tre Righe, che ha mostrato, attraverso un servizio fotografico realizzato dalla redazione del giornale, come molti di quei 21 edifici oggetto “del desiderio” dei costruttori siano di interesse storico ed artistico mentre altri non ne hanno alcuno.

Questo per dire che la legge, se applicata senza sconvolgere il tessuto architettonico di pregio dei quartieri di Roma, è sicuramente una legge utile a riqualificare aree degradate. Bisogna intervenire subito e tutelare tutte le zone di pregio non vincolate e fuori dalle Mura Aureliane. Oggi siamo qui al II Municipio, ma domani la stessa situazione si potrebbe ripetere a Monteverde Vecchio, a Montesacro (la Città Giardino), a Centocelle, al Pigneto e via elencando.

Il primo a parlare è stato l’ ex assessore all’ urbanistica del Comune di Roma, Paolo Berdini, che ha messo in chiara evidenza le contraddizioni contenute nella legge nelle cui pieghe facilmente si inseriscono le richieste dei costruttori, senza che venga richiesto il parere vincolante del Comune, nel nostro caso quello di Roma. Sta di fatto che, secondo l’urbanista, il Municipio dovrebbe mettere in mora il Comune di Roma con una richiesta in cui vengano preservate le prerogative di quest’ ultimo e al loro rispetto. Berdini intravede, in costanza di immobilismo da parte del Comune, la possibilità che venga fatta istanza davanti alla Corte Costituzionale.

La Presidente del Municipio Roma 2, Francesca Del Bello, ha dichiarato che chiedera’ all’ assessore della regione Lazio, Civita, e a tutti i candidati presidente alle imminenti elezioni, che la legge sulla rigenerazione urbana del Lazio venga cambiata cancellando l’ art 6 e preservando i quartieri della Citta’ Storica del PRG.

Per ultimo il consigliere regionale Riccardo Agostini ha spiegato quale sia stata la ratio attraverso la quale si giunse ad approvare la legge. Tutte condizioni che, se decontestualizzate dalla richiesta di abbattimento dei 21 edifici finora interessati, avrebbero una logica e sicuramente sarebbero condivisibili.

L’ intervento del consigliere Riccardo Agostini è stato più volte interrotto dalla platea molto qualificata presente in sala, e solo quando il consigliere ha dichiarato che, se rieletto, si impegnerà alla cancellazione dell’ articolo 6 e ad una maggiore tutela degli ambiti in tutta Roma, al di là della città storica, finora lasciati senza alcuna tutela, i presenti in sala hanno applaudito.

In conclusione la Del Bello ha dichiarato che il municipio si farà portavoce delle giuste istanze dei cittadini e che solleciterà il Comune perché nel frattempo prenda una posizione per difendere la città in primis implementando la Carta della Qualità del PRG come anche le Soprintendenze perché intervengano ad evitare le decine di scempi, pronti ad essere eseguiti.

A titolo di commento generale, nel sottolineare la partecipazione e la qualità di alcuni interventi, oltre ai relatori, di molti cittadini, tra questi vogliamo ricordare quello di Viviana Straccia, Adriano Romano, Franca Capone, Massimo Bernardini, Annamaria Ceci, Vanda Mastromanno e della consigliera del I Municipio Nathalie Naim (ci scusiamo con chi non abbiamo citato), l’assemblea e’ stata un’ occasione importante per ribadire ancora una volta che i cittadini non si piegano supini alle “forzature” della politica che trovano forma e sostanza in leggi, come quella del piano casa e la sua nuova edizione della Rigenerazione Urbana, che sembrano scritte per favorire un’ applicazione in chiave di profitto e di interesse privato e non piuttosto a generare piuttosto un miglioramento e un recupero delle aree degradate, senza violentare tessuti urbani di pregio e storici.

Al termine dell’assemblea abbiamo avuto la netta sensazione che la battaglia non sarà breve e che continuerà ancora per molto tempo. Quello a cui abbiamo assistito stasera è stato il primo round, a cui ne seguiranno altri. E i cittadini per vincere dovranno essere compatti e decisi come hanno dimostrato nel corso di questo dibattito.

Domenico Fischetto – giornale online Tre Righe


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