Unione Inquilini: il Segretario Guido Lanciano sottolinea spreco di soldi pubblici per utilizzo dei residence

Il Segretario romano dell’Unione Inquilini Guido Lanciano denuncia: “Nella nostra città qualcosa sembra proprio non funzionare e nonostante i proclami sulle magnifiche conquiste in materia di politiche abitative, le cose non procedono secondo i piani.”
E prosegue: “I Caat (i centri di assistenza alloggiativa temporanea) che dovevano essere chiusi entro il 2 febbraio 2018, come era stato annunciato dall’assessore alle Politiche sociali Laura Baldassare in commissione capitolina trasparenza lo scorso 28 novembre 2017, rimarranno ancora aperti per un tempo indefinibile perché il passaggio al nuovi sistema Sassat (Servizio di Assistenza e Sostegno Socio Alloggiativo), così come previsto dalla delibera della giunta Raggi dello scorso 25 luglio 2017 relativa al Piano Generale Assistenziale Alternativo ai Caat, non sembra proprio procedere.
Colpa dei poteri forti? No i grandi proprietari di questi immobili probabilmente festeggeranno questa incapacità amministrativa per la quale i cittadini versano loro ogni mese, per ogni appartamento dai 2500 ai 4000 euro per far vivere circa 1500 persone in veri e propri tuguri. Come infatti si legge in una determinazione firmata il 2 gennaio 2018 dal direttore del Dipartimento Politiche abitative Paolo Cesare Lops “non è giunta alcuna unità supplementare del personale richiesto, cosicché le istruttorie delle domande di accesso al Sassat dovranno essere lavorate con le energie disponibili e nei tempi non definibili consentiti dalle ordinarie risorse umane a disposizione.” Si perché dal Campidoglio non state assegnate le unità lavorative supplementari richieste per esaminare le 1.298 domande pervenute dagli inquilini dei residence e si appresta dunque a lavorare la documentazione pervenuta con le energie disponibili e nei tempi non definibili consentiti dalle ordinarie risorse umane a disposizione.
Questo episodio segue il già fallimentare bando per il reperimento degli 800 alloggi andato semideserto e che ci ha fatto capire come il sistema Sassat in realtà sia un rimpasto del sistema Caat. Sarebbe inoltre importante sapere quante siano le famiglie che non hanno fatto richiesta per i Sassat e come il Campidoglio abbia incentivato al “Buono Casa”. Ora sono le famiglie che vivono nei Caat nella completa incertezza sul futuro a chiederci come si possa continuare a fare politica sulla loro pelle. E noi chiediamo all’Assessora alla Casa Rosalba Castiglione, al sociale Laura Baldassarre e alla Sindaca Raggi se questo è il nuovo che avrebbe dovuto cambiare la città di Roma.”

Pubblicato sul sito Unione Inquilini l’11/1/2018


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