santi apostoli

Le famiglie accampate in piazza Santi Apostoli da oltre 5 mesi prese in giro da Zingaretti. 16 gennaio manifestazione

Comunicato del Movimento per il Diritto all’Abitare

BASTA TEATRINI ELETTORALI, IL 16 GENNAIO MOBILITIAMOCI SOTTO LA REGIONE LAZIO!  #ORALECASE!
Doveva essere un incontro importante se non decisivo quello fissato per lunedì sera alle 18.00 dalla Regione Lazio, negli uffici dell’assessorato alle politiche abitative. La Regione poco prima di Natale aveva infatti annunciato di aver reperito un immobile da destinare alle famiglie sgomberate da via Quintavalle il 10 agosto, e accampati oramai da cinque mesi sotto il portico della basilica di Ss. Apostoli, a pochi passi da Campidoglio e Prefettura, e la cui sussistenza dipende esclusivamente dalla solidarietà mai interrottasi dei Movimenti e dalla ospitalità offerta dalla diocesi.

La prospettiva era dunque che la lunga e sofferta resistenza delle 66 famiglie composte da uomini, donne e tanti bambini e bambine stesse volgendo al termine. Una resistenza fatta di vita in tenda, condizioni igieniche a dir poco precarie, difficoltà a mantenere una continuità lavorativa, educativa e sanitaria che è stata ulteriormente esacerbata dall’esposizione al freddo e alla intemperie invernali. Per quanto dunque la soluzione proposta dalla Regione avesse il carattere della temporaneità in ragione dell’emergenza freddo, avrebbe rappresentato l’agognata prospettiva di un tetto sopra la testa in attesa di situazioni alloggiative più adeguate e durature, da condividere uniti per recuperare una condizione degna e riorganizzare una vita degna di questo nome.

Nel pomeriggio dell’8 gennaio, invece, per le famiglie che hanno atteso con responsabilità un incontro con le istituzioni e trascorso le festività in tenda è arrivata l’ennesima doccia fredda, stavolta dagli esponenti della giunta Zingaretti, la stessa di tanti proclami e promesse disattese sulla Delibera Regionale e il diritto alla casa. Ad attendere la delegazione dei Movimenti e delle famiglie vi era infatti solo il capo segreteria dell’Assessore alla Casa Fabio Refrigeri, che si è limitato a comunicare che la Regione non avrebbe intrapreso ulteriori azioni al di là della messa a disposizione di una porzione di un immobile regionale, previa approvazione del Campidoglio.

Questa ammissione di scaricabarile, dunque, è stato il contenuto delle poche parole pronunciate dall’unico delegato a metterci la faccia dopo che l’assessore e i suoi colleghi Visini e Sartore hanno deciso elegantemente di dileguarsi, e dunque di non assumersi le proprie responsabilità per il buco nell’acqua della soluzione a cui sostenevano di aver lavorato con urgenza e in sinergia.

È quantomai difficile dare conto della incredulità e della rabbia delle famiglie di Ss. Apostoli di fronte ad un tale comportamento della Regione, specialmente nella consapevolezza di essere stati sfruttati per fini di campagna elettorale da chi voleva millantare di stare ancora dalla parte di chi vive in condizioni di povertà ed emergenzialità sociale. Da queste famiglie non può per l’ennesima volta che alzarsi un urlo di “vergogna!” e indignazione contro chi sistematicamente disattende le proprie promesse rimpallandosi le responsabilità col Campidoglio, sbeffeggia i poveri per le proprie finalità elettorali e per giunta si candida nuovamente ad amministrare questa Regione e, dunque, questa città. Dalla mancata applicazione della Delibera Regionale per l’Emergenza Abitativa al congelamento del progetto sull’Ipab San Michele fino a questa beffa nei confronti delle famiglie di Ss. Apostoli, riteniamo che la misura sia ormai definitivamente colma.

Per questo motivo, sollecitiamo la città solidale che in questi mesi si è schierata con la causa di queste famiglie prima sgomberate e poi abbandonate dalle istituzioni a mobilitarsi Martedì 16 gennaio 2018 a partire dalle h.14.30 sotto la Regione Lazio (lato Rosa Raimondi Garibaldi) per gridare che siamo stanchi delle prese in giro e della mancanza di responsabilità istituzionale, e che non ce ne andremo senza soluzioni vere e circostanziate. Non ci stiamo ad avallare i teatrini elettorali sulla pelle dei poveri. Basta false promesse,  #oralecase!

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