10 punti per un’ alternanza scuola-lavoro accessibile a tutti, partecipata e di qualitá!

Comunicato Unione degli Studenti

A tutte le scuole in mobilitazione d’Italia, i/le rappresentanti di Istituto e Consulta, le studentesse e gli studenti stanchi di subire lo sfruttamento.

In seguito all’introduzione dell’alternanza scuola- lavoro sono stati tanti i casi eclatanti denunciati nel panorama complessivo di un’alternanza sfruttamento, senza diritti e tutele, non realmente formativa. Il 13 Ottobre abbiamo scritto una pagina indelebile per le lotte degli studenti con il primo grande sciopero dell’alternanza scuola-lavoro che ha riempito oltre 70 piazze d’Italia per denunciare lo sfruttamento in alternanza ed il furto del nostro tempo dovuto alle 200 e alle 400 ore obbligatorie di alternanza. Era solo l’inizio…

Il 17 Novembre in occasione della presentazione del testo di Legge di Stabilitá 2018 abbiamo lanciato gli Stati generali dello sfruttamento in tantissime cittá d’Italia condividendo con tutte le filiere dello sfruttamento, passando per la giornata di mobilitazione del 24 Novembre, é iniziato il nostro riscatto!

Il MIUR, messo alle strette dalle continue mobilitazioni e dall’inchiesta nazionale permanente circa i percorsi di alternanza, non potendo più ignorare il clamore delle nostre denunce, ha convocato per il 16 Dicembre gli Stati generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro a Roma. Questi avrebbero l’intenzione di discutere dei nodi problematici dell’attuale sistema di alternanza che, fuori dalla retorica della Ministra Valeria Fedeli, ha fallito nello scopo di essere il fiore all’occhiello dell’innovazione della scuola pubblica italiana, in linea quindi con il disastro generale della legge 107. Come se non bastasse manca un coinvolgimento reale di chi vive la scuola ogni giorno: studenti, docenti e personale sono stati limitati nella partecipazione a questo momento.

Nel frattempo l’alternanza continua a rappresentare ore di sfruttamento obbligatorio, senza diritti e senza tutele, asservite al mercato del lavoro e agli interessi delle grandi aziende per noi non sono più ammissibili e le tute blu tornano per gridarlo ancora più forte, una volta per tutte: ecco le nostre 10 proposte chiare e necessarie per reinventare il sistema di alternanza che sia di qualitá, partecipata e completamente gratuita!

Se il Ministero dell’Istruzione intende davvero ascoltare gli studenti lo faccia a partire da ciò che vogliamo!

Per questo vi invitiamo a divulgare e far firmare questo documento per sottoscrivere le 10 proposte per far partire la reazione a catena scuola dopo scuola, fino alla vittoria:

1.Statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza-scuola lavoro.

Vogliamo uno statuto degli studenti impegnati nei percorsi di alternanza che garantisca e tuteli la qualitá dei percorsi: coerenza tra l’indirizzo di studi e i percorsi in cui siamo impegnati; criteri di sicurezza che tutelino gli studenti durante le ore di alternanza; riduzione del numero di ore obbligatorie.

  1.  Codice etico.

Vogliamo l’elaborazione di un Codice Etico per gli enti pubblici, le aziende, i privati e le associazioni che sono coinvolti dalle scuole nell’alternanza: possiamo svolgere l’alternanza solo ed esclusivamente in luoghi educativi che non licenzino i lavoratori e che rispettino i diritti di tutti, che siano liberi dalla criminalitá organizzata e muniti di certificati antimafia; che non distruggano l’ambiente e non inquinino i territori; che siano attenti alla paritá di genere.

  1. Gratuitá dell’alternanza scuola-lavoro.

Le studentesse e gli studenti non devono più spendere un centesimo per sostenere le ore obbligatorie di alternanza: vogliamo la totale gratuitá dei percorsi per la garanzia del diritto allo studio.

  1. Alternanza scuola-lavoro fuori dalla produzione del mercato del lavoro.

L’alternanza deve avere come obiettivo solo ed esclusivamente la formazione dello studente, essere metodologia didattica innovativa, accrescere la connessione tra sapere e saper fare, fornire strumenti di comprensione e analisi critica del lavoro compatibile con gli indirizzi di studio intrapresi. Pertanto, ogni percorso deve essere fuori dalla produzione e dagli interessi delle aziende: l’unico “prodotto” dell’alternanza deve essere la conoscenza e la formazione.

  1. Abolizione degli sgravi fiscali previsti dalla Legge di Stabilitá 2018.

Chiediamo l’abolizione immediata degli sgravi fiscali alle aziende che “assumono” studenti in alternanza scuola-lavoro in seguito al compimento del 30% delle ore svolte. Tali sgravi aumentati al 100% dall’ultima Legge di Stabilitá 2018 sono un incentivo per lucrare sulla nostra formazione.

  1. Commissioni paritetiche sull’alternanza scuola-lavoro.

Vogliamo decidere sulla nostra formazione e sui nostri percorsi di studio con l’istituzione di commissioni paritetiche che prevedano una rappresentanza studentesca di numero uguale agli altri componenti per rendere l’alternanza partecipata, che tenga conto delle esigenze e delle aspettative delle studentesse e degli studenti.

  1. Monitoraggio permanente dei percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Vogliamo il monitoraggio permanente e attento dei percorsi di alternanza scuola lavoro attivati nelle scuole del Paese che garantiscano l’efficienza dei percorsi e che intervengono nelle situazioni in cui i criteri di qualitá e gratuitá non vengano rispettati per contrastare casi di sfruttamento e irregolaritá in alternanza.

  1. Corsi di formazione per i tutor dell’alternanza scuola-lavoro.

Riteniamo necessari dei corsi di formazione finanziati dal Miur, per i tutor che devono essere garanzia dell’efficienza e della qualitá formativa dei percorsi di alternanza.

  1. Corsi sulla sicurezza in alternanza scuola-lavoro.

Sono necessari dei corsi sulla sicurezza per gli studenti e le studentessa che affrontano le ore di alternanza per avere tutti gli strumenti necessari alla tutela e all’incolumitá di ogni singolo studente.

  1. Ritiro dell’accordo tra MIUR e Campioni dell’Alternanza e tra Miur e Camere di Commercio.

Pretendiamo il ritiro dell’accordo tra il Ministero dell’Istruzione e i “Campioni dell’Alternanza” tra cui Mcdonald’s, Eni, Zara, Intesa San Paolo, Fiat, FCA: le multinazionali e le grandi aziende di questo tipo non producono formazione, non offrono percorsi degni di alternanza e servono solo a sfamare gli interessi del mercato del lavoro, oltre a non rispettare i criteri qualitativi ed etici indispensabili per un’alternanza degna e di qualitá. Allo stesso modo vogliamo il ritiro dell’accordo con le Camere di Commercio per l’erogazione di voucher alle aziende e privati che assumono studenti provenienti dai percorsi di alternanza.

Il 16 Dicembre presenteremo le nostre rivendicazioni e non smetteremo di mobilitarci finché non avremo ottenuto tutto ciò che ci spetta: andiamo tutti a Roma e pretendiamo risposte immediate.

Contro lo sfruttamento e l’educazione al ricatto SARÁ UNA REAZIONE A CATENA!

Pubblicato sul sito UDS il 5/12/2017

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