La spremuta invita all’insubordinazione

di Riccardo Troisi*

In Italia diversi gruppi d’acquisto e reti di economia solidale locale hanno iniziato ad avviare sperimentazioni che hanno come obbiettivo l’autorganizzazione nella distribuzione dei prodotti preferibilmente locali, anche sfusi, strutturando informali ma concrete ed efficaci esperienze di piccola e media distribuzione. Alcune di queste esperienze, oltre a ridurre sprechi e rifiuti, creano occupazione attraverso la realizzazione di servizi di trasporti, di magazzino e di piccola trasformazione territoriale, i cui costi sono “internalizzati” nel prezzo finale e rimangono a livelli molto bassi rispetto a quelli del mercato tradizionale.

Anche a Roma si iniza a ragionare su come sia possibile creare un circuito economico locale basato su un valore dei beni scambiati che sia equo per i consumatori e solidale per i produttori, che sia dunque accessibile ai più tra i primi e che garantisca una dignitosa remunerazione per i secondi.L’iniziativa “Gli agrumi che spiazzano” è una festa-mercato che si terrà il prossimo sabato e domenica a Scup. Prova a rispondere a questa semplice domanda: acquistando una cassetta di agrumi (arance, mandarini, pompelmi…), si può fare una scelta netta di consapevolezza etica e politica?

Una vasta rete di realtà dell’economia sociale e solidale romana ha promosso per questo un picccolo esperimento di distribuzione organizzata. Per un primo ordine, sono stati scelti i prodotti del consorzio Le Galline Felici, produttori siciliani e calabresi che hanno deciso di mettersi in rete, per la vendita di arance biologiche “senza sfruttamento e con prezzo trasparente”, per offrire un’alternativa di consumo aperta a tutti, nella tutela del lavoro dell’agricoltore e del bracciante, dei trasportatori e dell’ambiente stesso. Un ordine collettivo che ha coinvolto oltre trenta realtà tra gruppi d’acquisto solidale, centri di aggregazione sociale, bio osterie,  cooperative sociali,  botteghe del commercio equo, associazioni e famiglie. Sono riusciti a riempire un Tir e gli organizzatori sono convinti che la prossima volta riempiranno un vagone di un treno (trasporto più sostenibile).

Per festeggiare questo primo “atto di insubordinazione alla grande distribuzione”  è stata promossa una grande festa per raccontare questa economia fatta di persone, dove solidale significa mettere al centro legalità, diritto, lavoro e consumo consapevole e l’occasione per iniziare una collaborazione ed un progetto di piccola distribuzione solidale su tutta Roma per tutte le realtà che vorranno farne parte.

Anche per questo, sabato 2 e domenica 3 dicembre le realtà che si sono attivate su questo percorso,  hanno lanciato un invito aperto alla città per confrontare pratiche e progettualità solidali di mutalismo dal basso, comuni a Roma e nel Lazio, ragionando assieme su come rafforzare e diffondere ciò che già si sta sperimentando. Tra i temi in discussione: la piccola distribuzione organizzata, le filiere, il prezzo sorgente, le nuove modalità di scambio e le monete sociali. Un’occasione da non perdere per costruire percorsi comuni per un economia capace di trasformare, anche in questa città.

*Pubblicato su Comune-info il 30/11/2017

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