Questa è una falegnameria sociale

Non hanno il capitale, né le brugole e tanto meno l’ufficio marketing di Ikea, non mettono neanche il profitto davanti a tutto, però amano il legno, la creatività e le persone che vogliono cambiare il mondo. Falegnameria sociale K_Alma è una storia romana di ostinazione, è la storia di di Sule che ha ventotto anni e viene dalla Nigeria, di Bass che ha attraversato dal Gambia la Libia e il Mediterraneo quando non aveva neanche diciotto anni, di falegnami come Edoardo. È una storia che secondo quelli che fanno i business plan non sarebbe mai dovuta nascere… Avete già scelto il pre-acquisto? Sedia, sgabello o lampada?

Abbiamo un sogno, che non è affatto impossibile. Anzi. Amiamo gli alberi, il legno e le persone. L’uomo vive e sogna, da sempre. Vive e costruisce, crea e realizza relazioni e non solo, e per incontrarsi e parlare spesso si siede intorno ad un tavolo. Per fare un tavolo ci vuole il legno, e per fare il legno ci vuole un albero. Noi amiamo gli alberi e amiamo il legno e amiamo gli esseri umani.
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Lavorare il legno ri-porta molto a noi, al contatto con la materia, alla forma, alla creazione di oggetti che siano espressione di sogni o più banalmente oggetti utili alla nostra vita, una culla, una sedia, uno sgabello, un tavolo, una ciotola. Cose che ci accompagnano quasi quotidianamente.
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La Falegnameria Sociale K_Alma è nata lo scorso maggio presso il Villaggio Globale di Roma, nello storico Rione Testaccio, come spazio mirato alla formazione, all’inclusione e all’inserimento lavorativo di migranti, richiedenti asilo, inoccupati e disoccupati della Capitale.
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Un progetto che nasce da un antico amore per il legno, da un articolo di giornale, da un viaggio a Berlino e da alcuni maestri e principi ispiratori. È la storia di un’ostinazione, di amici a cui l’idea piace e ti sostengono nel provare a crederci e realizzarla. È la storia di un workshop fatto a Rovereto nel luglio 2016, di un locale trovato a Roma all’interno di un centro sociale in un momento in cui Roma sarebbe quasi una città da abbandonare. Ed è la storia di Sule che ha ventotto anni e viene dalla Nigeria, di Carfà che arriva in Italia dalla Guinea Bissau ancora minorenne, di Cheik che invece di anni ne ha ventisette ed è del Senegal, di Bass che dal Gambia attraversa la Libia ed il Mediterraneo ancora minorenne, e che come tutti spera un futuro diverso per se in Europa.
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Edoardo è un falegname che non si è spaventato. Ha ascoltato il nostro progetto, e ci ha detto di si. Ma ci sono già nuovi amici, falegnami e non, che sono venuti a trovarci e sono pronti a sostenerci.

Un progetto che rappresenta una sfida, oltre che una possibilità concreta, per attivare strumenti e offrire occasioni di educazione formale e informale, autoformazione, autoespressione, conoscenza, integrazione e inclusione sociale. Un percorso che nasce per i migranti ma mira ad aprirsi anche a fasce della popolazione in questo momento più “vulnerabili”, inoccupati o disoccupati, a chi per ragioni economiche e sociali vive un momento difficile della propria vita o magari cerca un nuovo modo di viverla. Un progetto che intende promuovere e realizzare nuovi percorsi di vita individuale, professionale e sociale; azioni necessarie per combattere diseguaglianze e inequità sociali, per rimettere al centro la dignità dell’essere umano partendo proprio dal lavoro e dallo sviluppo delle competenze.

Le fasi di ristrutturazione degli spazi e di avviamento dalle attività sono state totalmente autofinanziate dai soci dell’associazione che hanno deciso di “gettare il cuore oltre l’ostacolo”, investendo nella riconversione degli spazi grazie alla collaborazione del BAG _ Beyond Architecture Group, studio che opera da anni a Roma e in Italia con progetti di riqualificazione urbana a basso impatto ambientale e architettura sostenibile, con tecnologie naturali e low-cost, applicandole anche in contesti di emergenza abitativa o a strutture per migranti realizzate con l’utilizzo della paglia, nell’acquisto di attrezzature e materiali e nella comunicazione.

Il progetto prevede corsi base di falegnameria, di autoproduzione di mobile ed oggetti, di “lavorazione della materia”, grazie a corsi organizzati con formatori e artigiani locali, e di approfondimento sia teorico che tecnico con architetti e design. Ma dobbiamo ancora comprare molte cose, materiali di consumo e attrezzi da falegname specifici.
Il progetto prevederà anche una parte di formazione teorica che sarà realizzata in collaborazione con lo Sportello Lavoro CCE – Consulta delle chiese evangeliche del territorio romano, il Programma integra, l’Associazione Parsec, la Fondazione Erri De Luca, Casetta Rossa Spa e il Villaggio Globale.

Quello che vi chiediamo è di aiutarci a sostenere questa splendida avventura nata dal basso e mossa da passione e solidarietà. Vi proponiamo quindi di sostenerci con una donazione libera sulla piattaforma Produzioni Dal Basso, oppure pre-acquistando una sedia o uno sgabello o una lampada che potrete venire a ritirare da noi, un modo bellissimo anche per conoscerci! Dona ora cliccando qui.

Per informazioni: associazionekalma@yahoo.com, www.kalmafalegnameriasociale.it

Pubblicato sul sito Comune-info il 22/11/2017

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