Cosiddetto Stadio a Tor di Valle: è ricominciata la telenovela

Maurizio Messina*

Il 29 settembre è ricominciata la Conferenza dei servizi ed il 24 ottobre prossimo è prevista un’altra sessione aperta. La precedente Conferenza come si ricorderà si era chiusa a primavera con una sonora bocciatura del progetto (3 pareri negativi, da parte di Regione, Città Metropolitana e Comune, su 4, il quarto positivo era lo Stato) e questo ai più sprovveduti poteva apparire come la pietra tombale su un progetto sciagurato, nato male e proseguito peggio, poteva sembrare che finalmente anche le istituzioni si fossero calate nei panni dei cittadini e dopo aver letto un progetto inconsistente che di sicuro aveva solo il ritorno economico per la coppia Parnasi – Pallotta, lo avessero stroncato definitivamente.

E invece no.

L’ampiezza e l’importanza della “partita” a livello politico ed economico era tale che nessuno, né Comune, né Regione se la sono sentita di dare il colpo di grazia al progetto, così è cominciata una telenovela fata di cose dette e smentite nei fatti, di affermazioni contorte ed ambigue per cui ognuno poteva pensare di aver capito una cosa o il suo opposto.

A noi che siamo stati sempre presenti sin dall’inizio, è stato subito chiaro che c’era una lotta sotterranea fra le due istituzioni più importanti ed un continuo passaggio del cerino acceso per vedere alla fine chi si sarebbe scottato (e pagato il prezzo politico).

Il progetto iniziale, quello dei tre grattacieli di 220 metri per capirsi, osteggiato da Berdini, prima della sua uscita di scena, non era del tutto indigesto per la regione di Zingaretti e Civita (non dimentichiamo che Parnasi è uno dei grandi elettori del PD), anche se palesemente insostenibile per il suo contenuto. Così, dopo aver recitato il verdetto di 3 a 1 ed aver sostenuto che non era possibile presentare ulteriore documentazione, invece di chiudere la vicenda la Regione ha permesso ai palazzinari di continuare a apportare modifiche durante tutta l’estate, contrabbandate come “chiarimenti” rispetto alle osservazioni delle istituzioni che l’avevano bocciato.

Ma dopo il cambiamento di scenario dovuto alla sottomissione del M5S ai voleri della finanza internazionale e dei costruttori, con la Raggi che ha baciato l’anello di Pallotta, come prima di lei aveva fatto Marino, e l’approvazione della delibera 32 prima in municipio calpestando anche i livelli minimi di democrazia e poi in Consiglio comunale a giugno scorso, si apriva una fase nuova, paradossalmente ribaltata rispetto al passato, con la giunta Raggi a fare il tifo per lo stadio e la Regione a frenare.

Così la CdS che si è aperta a settembre era nuova, perché il progetto era nuovo, ma non del tutto come ci hanno spiegato con attorcigliamenti verbali perché di fatto era la continuazione della prima. Ma insomma è nuova o no? Non ci è dato di sapere. Quando un paio di settimane abbiamo incontrato la Direzione Trasporti della Regione, l’architetto Manetti ci ha candidamente spiegato che siccome la delibera 32 non ha abrogato la 132 di Marino allora la CdS è semi-nuova. Così come il famoso ponte di Traiano che formalmente non è più in carico al progetto, quindi non esiste, ma è ancora presente nelle relazioni, come a dire: se lo fa qualcun altro …..  Un vero capolavoro dell’azzeccagarbuglismo all’italiana. Ed in sede di CdS, nonostante sia un organismo tecnico e non politico si è assistito ad un ribaltamento dei fronti istituzionali. Così oltre al Comune anche la Città Metropolitana, a guida M5S per bocca del sindaco di Pomezia Fucci, contrario alle devastazioni a chiacchiere, ha sposato i palazzinari e la devastazione ed il giudizio da negativo che era è diventato positivo, mentre la Regione è piuttosto fredda e lo Stato ha posto argini, chiedendo supplementi di documentazione, poiché il PD all’improvviso si è scoperto alfiere contro la speculazione! Non c’è male, eh?

Noi come altri comitati ed associazioni che ci siamo letti migliaia di pagine, che abbiamo discusso e confrontato punti di vista, che abbiamo fatto assemblee e dibattiti fra la gente e con la gente, assumendo il punto di vista di chi vive i territori, non ci facciamo fregare da questa pre-tattica che traguarda solo le prossime elezioni di primavera e quindi cerca di scaricare sull’altro le colpe, noi abbiamo lavorato.

Tralasciando il fatto che sia nel primo progetto (con i grattacieli) che nel secondo (senza grattacieli) nel Business Park ci dovrebbero andare comunque 14.000 lavoratori (e verrebbe da chiedersi: ma come? Li comprimono? Li fanno lavorare con le scrivanie a castello?) abbiamo cercato di analizzare le cose reali restando con i piedi per terra.

I Pendolari della Roma Lido lo scorso anno hanno effettuato una rilevazione del traffico veicolare sulla via del Mare/Ostiense nel tratto di Tor di Valle in ora di punta. Una rilevazione che è durata tre mesi e che è stata portata anche in Conferenza dei Servizi (e pubblicate sul sito della Regione), perché nessuno si è mai scomodato a fare una cosa tanto banale quanto indispensabile come valutare l’impatto di un progetto di tale portata nella situazione esistente.

Così abbiamo scoperto che nell’ora di punta classica (7,30 – 8,30), quando cioè si fa la fila sulle due strade e si viaggia a passo d’uomo, transitano 4.400 veicoli veri, mentre il progetto originario nella simulazione (!) del traffico, a fronte di un miglioramento (ipotetico quanto fantascientifico) del servizio della Roma Lido e della metro prevede:

“4.600 utenti in arrivo al Business Park nell’ora di punta della mattina di un giorno feriale tipo (7:30-8:30) che rappresentano l’utenza in ingresso con una ripartizione modale del 30% a favore del trasporto pubblico”. All. B Punto 9.1, pag 45

Tradotto vuol dire: se la ferrovia funzionerà mai con una frequenza di servizio di un treno ogni 5 minuti il traffico comunque quasi raddoppierà. Siccome, sempre per rimanere con i piedi per terra, nessuno farà investimenti per la Roma Lido, ma solo promesse, il servizio rimarrà quello che è oggi, con i treni ogni 10 minuti se siamo fortunati, se no ogni 15 minuti.

Conclusioni. Proponiamo un’equazione di primo grado. A fronte di 4.400 veicoli/ora oggi viaggianti in zona Tor di Valle e con una previsione di ulteriori 3.300 con i treni ogni 5 minuti ,quale sarà l’aumento del traffico su strada se i treni continuano invece a viaggiare ogni 10 o 15 minuti?

E per chiudere in bellezza, ancora un po’ di fantascienza. Dalla Delibera 32 della giunta Raggi si apprende che nelle ore di punta dovrebbero essere trasportati 20.000 viaggiatori ogni ora! Complimenti! Peccato che questo vuol dire avere 20 treni funzionanti contemporaneamente ogni ora, uno ogni 3 minuti. Peccato che oggi se ci va bene ce ne sono 6 di treni funzionanti ogni ora, se no solo 4. E peccato che con i 50 milioni di euro promessi dal duo Parnasi-Pallotta si possono comprare massimo 5 nuovi treni, che però andrebbero a sostituire quelli che oggi non ce la fanno più!  Il progetto rivisto recita:

“GMF AM: ora di punta del mattino (07.30-08.30) del giorno medio feriale: 1.950 spostamenti espressi in veicoli equivalenti in ingresso al Business Park”. Punto 2, pag 7  (7/6/2017)

Non ci sarà nessun aumento fantascientifico delle corse della Roma Lido e quindi torniamo nell’ipotesi del vecchio progetto, anch’essa super ottimistica quanto improbabile.

Se ne dev’essere accorto anche qualcun’altro che la cosa non sta in piedi. Così il Ministero dei Trasporti ha chiesto uno studio sul flusso veicolare. Vedremo.

Ma si sa, sognare non costa niente. E i politici più bravi sono quelli che fanno sognare la gente. Qui però i Cinque stelle hanno preso un abbaglio, questo non è un sogno, è un incubo, e la gente se n’è accorta.

Un’ultima considerazione.

Abbiamo visto Roma guidata dal centro-destra di Alemanno, poi dal centro-sinistra di Marino e quindi dal partito dei Cinque Stelle della Raggi, ma i padroni della città sono rimasti gli stessi: banche, finanza, palazzinari, speculatori, eccetera. I sindaci e le giunte sono stati e sono irrimediabilmente zerbini dei poteri forti. Non sappiamo come finirà tutta la vicenda dello stadio, è probabile che la Regione allunghi il brodo fino alla vigilia delle elezioni, quando deciderà secondo quello che diranno i sondaggi.

Rimaniamo noi, dal basso, a fare il lavoro umile, certosino, quotidiano. E continueremo a farlo anche quando tutti questi se ne saranno andati.

*Comitato Salviamo Tor di Valle dal cemento
Pubblicato sul sito Salviamo Tor di Valle dal cemento il 21/11/2017

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