Sinistra per Roma – l’infinita vicenda della annosa chiusura di Villa Massimo e i danni al quartiere.

Lo scorso 3 novembre la maggioranza Pd del Municipio II ha bocciato la mozione presentata in Consiglio Municipale da Giovanna Seddaiu, unica consigliera di Sinistra per Roma, sulla pineta di Villa Massimo.

Nel documento si chiedeva alla Presidente Del Bello e all’Assessore Fabiano di:

1) Illustrare al Consiglio e alla cittadinanza il progetto di riqualificazione e ripristino della pineta di Villa Massimo, indegnamente chiusa ai cittadini da anni e ormai in obbligo di riapertura dopo la conclusione delle vicende processuali inerenti;

2) Rendere pubblico il progetto esecutivo dei lavori con l’indicazione della spesa complessiva prevista e il cronoprogramma dei lavori;

3) Sollecitare l’Assessore Comunale Montanari e il Servizio Giardini affinché garantissero con impegno formale ai cittadini la ripiantumazione dei pini abbattuti.

Noi di Sinistra per Roma oggi continuiamo a chiedere:

  • La riapertura al pubblico del giardino (chiuso da quasi 5 anni) nel rispetto della legalità e della trasparenza amministrativa.
  • In che termini l’area verde vincolata è stata acquisita alla gestione del Municipio.

  • La visione del progetto presentato dal Municipio per la riqualificazione della Villa.

  • Garanzie per la ripiantumazione dei pini e delle essenze arboree abbattute, perché la pineta deve rimanere una pineta.

L’On. Stefano Fassina, unico Consigliere di Sinistra per Roma in Campidoglio, ha già presentato un’interrogazione parlamentare e depositerà una mozione al Consiglio Comunale affinché vengano rispettati i principi costituzionali di tutela dei beni ambientali, paesaggistici e architettonici, della trasparenza, dell’imparzialità e della legittimità nell’azione della pubblica amministrazione.

#VillaMassimo

0 pensieri su “Sinistra per Roma – l’infinita vicenda della annosa chiusura di Villa Massimo e i danni al quartiere.

  1. Grazie per le tante e sacrosante iniziative, ma di un problema non si è neppure accennato da parte della Sinistra per Roma: la chiusura del Museo Nazionale d’Arte Orientale di palazzo Brancaccio e il suo ventilato trasferimento all’EUR. Un’operazione costosissima, svolta tutta nell’ombra, senza consultazioni con esperti, senza motivazioni valide, senza pianificazione né certezza dei tempi, cosa che fa sospettare traffici poco chiari. Le manifestazioni popolari e le decine di migliaia di firme raccolte non hanno smosso il sig Franceschini, che non ha dato fin’ora spiegazioni.
    E così la grande collezione Tucci rischia di essere smembrata, molti donatori del Museo ritireranno le opere di loro proprietà, una sede prestigiosa e centrale verrà svuotata e destinata a non si sa cosa… Speriamo che la (vera) sinistra si muova e vada a fondo per chiarire l’assurdo “affare”.

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