Il danno e la beffa: la Delibera Pup passa alla Commissione Mobilità 

Anna Maria Bianchi Missaglia e Thaya Passarelli*

Niente da fare. Sono 7 anni  (dal marzo 2010) che il Coordinamento Comitati NO PUP/Sostasostenibile (insieme a Cittadinanzattiva Lazio e, dal 2012, al Laboratorio Carteinregola) si batte per un Piano Urbano Parcheggi che rispetti legalità, pubblica utilità, ambiente, sicurezza dei cittadini. Soprattutto per gli interventi privati su suolo pubblico, i cosiddetti Pup. Abbiamo fatto dossier, audizioni, lettere, incontri, accessi agli atti, interviste, convegni.

Niente, nessuno ci dà retta.

Anzi, a onor del vero, il Sindaco Alemanno e la sua Giunta un po’ di retta ce l’hanno data. Mai come nel periodo della sua consiliatura abbiamo potuto vedere e avere copia degli atti degli interventi in istruttoria –  “endoprocedimentali” – e in corso. A lui va il merito (e ai delegati ai parcheggi Antonello Aurigemma e, dopo, Alessandro Vannini)   di aver dato seguito, talvolta, alle nostre lotte,   dichiarando decaduta la convenzione del PUP di Via Albalonga per inadempienza del concessionario (prima volta nella storia del PUP, da Rutelli a Veltroni in poi), di aver avviato le pratiche per Campo Testaccio, di aver convinto il proponente privato a ridurre di 15 box il parcheggio di Via Volta, il cui cantiere avrebbe barricato per mesi le finestre delle vecchine del piano terra. E suo anche il merito di aver chiuso l’Ufficio Emergenza Traffico e Mobilità, un doppione dell’Ufficio Parcheggi che rendeva tutto un po’ più opaco. Certo, ha fatto anche mosse assai criticabili (a parte,  in generale, le 64 delibere urbanistiche contro le quali Carteinregola ha  fatto un presidio di 4 mesi in Campidoglio e molto altro) come approvare,  negli ultimi giorni della sua consiliatura, una raffica di nuovi interventi del PUP che fortunatamente, essendo decaduti da mesi i suoi poteri speciali, sono poi stati archiviati.

Ma dopo di allora per noi, nel campo PUP,  è andata sempre peggio.

Non ci ha dato retta l’Assessore Improta della Giunta Marino. Con lui zero  interlocuzione, che invece il Comune ha continuato a sviluppare  con l’Associazione Roma Parcheggi, quella dei concessionari privati,  anche con la Commissione Speciale Parcheggi e Metro C presieduta dall’allora PD  Policastro. Alla fine, dopo due anni di nostre sollecitazioni perchè fosse chiuso con un atto ufficiale  il periodo di Emergenza traffico e mobilità, individuando formalmente e  definitivamente  quali interventi dovessero adeguarsi alla  normativa vigente e , in quanto opere pubbliche, essere sottoposte a gara, la montagna aveva partorito una delibera-topolino, che si limitava ad espungere solo gli interventi che presentavano oggettive  controindicazioni segnalate dagli uffici.  Quella Delibera non era poi stata approvata dalla Giunta Marino per le dimissioni dell’Assessore Improta, e dopo di lui, non è più successo nulla.

Passati inutilmente i  mesi del Commissario Tronca: nessuna interlocuzione,  nessuna chiusura dell’Emergenza traffico, nessuna decisione sugli interventi non ancora oggetto di stipula con il Comune.

Poi è arrivata la Sindaca Virginia Raggi, ormai un anno e mezzo fa. Il suo  programma elettorale, nonostante le nostre ripetute richieste, non ha fatto   cenno al tema, così sentito dai cittadini romani, del futuro delle decine di parcheggi interrati previsti dal Piano (l’ultimo, quello del 2008 Veltroni/Alemanno).
E nonostante le nostre ulteriori ripetute richieste di incontro con l’Assessora Meleo fin dal suo insediamento, per più di un anno non ci ha risposto. Poi solo un incontro informale prima dell’estate.

E nulla sappiamo di quello che chiediamo da mesi  alla Giunta Raggi (e da anni a tutti gli altri), cioè   che sia sottoposto al parere dell’ANAC il quesito se gli interventi del PUP – ripetiamo, definite  anche dall’ANAC come opere pubbliche – che non hanno ancora raggiunto la Convenzione debbano essere oggetto di gare di evidenza pubblica.

Un quesito semplice che dovrebbe avere una risposta dirimente.
E queste stesse richieste le abbiamo avanzate anche ai Consiglieri della Commissione Mobilità fin dal settembre 2016,  in un’audizione l’8 febbraio, e poi ancora durante una commissione del 12 maggio.

In quella circostanza abbiamo  appreso che l’Assessora Meleo aveva predisposto una Delibera (la Decisione di Giunta appena approvata in Commissione che ora andrà al voto dell’Assemblea Capitolina  assai simile a quella dell’ex collega Improta, in cui si decideva – 2 anni dopo – di espungere solo 29, dei 105 parcheggi su suolo pubblico solo “programmati”, e neppure tutti quelli previsti nel 2015, dato che non venivano cancellati 8 di quelli che avevano raccolto la forte (e doppia) contrarietà degli uffici, tra i quali un  parcheggio da 800 posti auto da scavare sotto il Quirinale, tre piani sotterranei per 609 posti accanto a  Castel S. Angelo, un parcheggio a pochi metri da Piazza Barberini dove la Soprintendenza dal 1985 ha segnalato la presenza di una villa romana, un altro parcheggio per centinaia di box auto da realizzare in un’area semidisabitata sulla Roma – Fiumicino interessata da numerosi vincoli paesaggistici.

Quel  12 maggio era presente in Commissione l’allora Direttore dell’Ufficio Parcheggi  che, alle nostre richieste di spiegazioni,  aveva dichiarato di condividere le nostre obiezioni normative, e che anzi  inizialmente aveva predisposto una Delibera che avrebbe espunto tutti gli interventi non convenzionati, ma che poi  il Segretariato aveva sospeso molte espunzioni previste per timore del contenzioso (3). Ma questo lo possiamo dire  in quanto cittadini presenti a quella Commissione, perchè per ora non ci sono tracce ufficiali: il video della diretta  finisce dopo i primi 30′ per motivi tecnici e  il verbale, nonostante i nostri ripetuti solleciti (4), non è ancora stato pubblicato. E il direttore dell’Ufficio Parcheggi poche settimane dopo è stato trasferito a dirigere un Municipio.

Da  allora  non abbiamo più saputo nulla della Delibera Meleo fino al 9 novembre, quando abbiamo scoperto che il giorno dopo  si sarebbe tenuta la Commissione Mobilità per approvare la Delibera. Una scoperta casuale  in quanto  la commissione è stata convocata meno di 24 ore prima (e nessuno ce l’ha detto), per le 9 del mattino del 10 novembre, in un giorno di sciopero dei mezzi pubblici. In calce c’è il  report di Thaya Passarelli, assai significativo di quanto la Giunta Raggi lavori in sinergia con i consiglieri della maggioranza, e di quanto contino le Commissioni capitoline nei processi decisionali.

Ma soprattutto, oltre al danno della mancata espunzione di interventi assai impattanti, con il doppio  parere ostativo gli uffici (pareri espressi due anni fa, cosa si aspetta ancora per decidere?)  (5) e della non decisione di chi dovrebbe  prendere urgentemente una decisione  (l’Assessora Meleo? Il segretariato? La Sindaca Raggi? Il Presidente della Repubblica?) su quali interventi devono sottostare al nuovo codice dei contratti (dl 50/2016) vigente da più di un anno, per chiudere  finalmente il fascicolo “Emergenza traffico” (finita il 31 dicembre 2012, 5 anni fa, cosa si aspetta a farlo?), c’è una grandissima beffa.

Infatti una Commissione con pochi membri presenti (6)  ha approvato la Delibera con un emendamento  che  probabilmente è anche frutto di una riflessione sulle nostre rimostranze (quelle per non aver previsto l’espunzione  almeno  degli interventi indicati nella premessa della delibera, tra cui quelli sopra  elencati).Ma l’emendamento non estende l’espunzione a quegli interventi,  ne cancella la citazione  nella delibera. Il ragionamento dei consiglieri non fa una grinza: se non vengono espunti,  perchè citarli tra quegli interventi di cui gli uffici hanno detto che non si possono fare?

Così all’insegna dell’”occhio non vede, cuore non duole”, si è aggiunta una nuova pagina a questa imbarazzante vicenda delle espunzioni del Piano Urbano Parcheggi.

Vicenda di cui la fine è sempre più nota.

Anche perchè più l’Amministrazione (7) fa passare del tempo senza  prendere  nessuna decisione, più  l’ago della ragione –  quella amministrativa, su cui si esprimono i tribunali –  si sposta nella direzione dei proponenti dei PUP, e del rischio risarcimenti per il Comune. Si chiama “inerzia amministrativa”.
Con buona pace dei tanti cittadini che hanno votato  MoVimento Cinque Stelle aspettandosi un cambiamento. E sperando di vedere meno inutili teatrini nelle Commissioni.

Pubblicato su Carteinregola il 10/11/2017

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