Tavolo per Roma: Opportunità per la Capitale. Nostre proposte a Calenda

Stefano Fassina

L’iniziativa del Ministro Calenda sulla nostra Capitale è un’opportunità da cogliere, può aprire la necessaria fase costituente per la città. Finalmente, dopo una colpevole disattenzione, un atto politico chiaro da parte del Governo. Roma è questione nazionale. Nei prossimi giorni consegneremo le nostre proposte al Ministro, dopo averle proposte sin dall’avvio della consigliatura alla Sindaca Raggi.

La cabina di regia inter-istituzionale, partecipata dalle forze sociali e economiche, è il format necessario. È evidente che gli errori e le responsabilità del passato vanno affrontati innanzitutto dai romani e da chi li rappresenta e amministra la città. Senza sconti. Ma è altrettanto evidente che vi sono specifiche funzioni e tare strutturali della Capitale che reclamano il coinvolgimento attivo di tutto il Paese, del Parlamento e dal Governo per la ricostruzione morale, economica e amministrativa della città.

Due nodi sono prioritari in un “Patto per Roma”: la riorganizzazione istituzionale per l’elezione diretta del governo dell’area metropolitana e la trasformazione dei Municipi in Comuni metropolitani; la ristrutturazione del debito storico del Campidoglio, oggi dovuto, in larga parte a Cassa Depositi e Prestiti, e gravato da tassi di interesse superiori al 5%.

La Sindaca Raggi deve essere protagonista dell’iniziativa e coinvolgere l’assemblea capitolina dalla quale può avere maggior forza politica e larga condivisione per un’offensiva per il bene di Roma. Nonostante la fase elettorale, non dobbiamo perdere tempo con interessi miopi di partito.

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  1. crisi economica ė stata scaricata dalle attuali classi dirigenti sulle fasce piú deboli dei servizi pubblici, e del mondo del lavoro. Una strategia finalizzata allo smantellamento delle Partecipate pubbliche, da svendere sul mercato e ai migliori offerenti su piazza nazionale o europea. Sinistra per Roma e Sinistra Italiana, stanno svolgendo il suo ruolo politico e oppositivo in Consiglio comunale e nella città. Per una azienda pubblica del trasporto, efficiente, trasparente, riorganizzata e per imporre una condivisione dialettica progettuale e propositiva nei territori.
    Per far rispettare il diritto alla mobilità dei cittadini e il punto di vista del mondo del lavoro, nel rispetto dei diritti acquisiti e dei livelli salariali.
    Per contribuire ad avviare per Roma Area Metropolitana e Capitale europea una strategia pubblica della mobilità ecosostenibile tra rete ferro e gomma, capace di avviare un ciclo economico, produttivo e occupazionale positivo per tutti con il doveroso interagire della Regione Lazio al momento inerte.
    Per dire al Governo nazionale e alla Regione Lazio di svolgere i ruoli istituzionali di loro competenza, e smetterla di trattare Roma come una riserva coloniale, da ricattare sotto elezioni per ottenere un bacino di consensi.
    Basta con le clausole capestro imposte dal rientro dal debito Capitolino, che strangolano occupazione, salari, servizi, sicurezza sociale, i trasporti e con essi interventi di tutela ambientale della salute pubblica.
    Servono subito, un nuova legge di riforma per Roma Capitale, un serio Fondo Nazionale Trasporti, il rinnovo del parco rotabile, interventi necessari per metropolitane, nodo di scambio e passanti ferroviari, raddoppi, ferrovie concesse risanate. Soprattutto una definitiva legge di governance regionale su scala metropolitana per tutto il sistema dei trasporti. Queste sono le cause e le istanze inascoltate da tempo che hanno portato all’ implosione del sistema.
    Per Atac, grazie alle gravissime sottovalutazioni e recenti scelte di campo della Giunta Raggi, aggravate soprattutto dall’assenza di pianificazione pubblica in materia di trasporti, aumentano le tensioni sociali, economiche e occupazionali e diventano ingovernabili. Il Governo Gentiloni e la Regione Lazio, non sono esenti da responsabilità dirette. E devono farsi carico con risorse strutturali, “vere ed “immediate” per garantire i servizi “pubblici”, il mondo del lavoro e dell’indotto. Non ci sfugge la doppiezza assunta dai stessi “trasversali fautori” del disastro in Atac e di tutte le altre municipalizzate, che oggi al governo nazionale e alla Regione Lazio, invocano le privatizzazioni e commissariamento di ATAC. E non può sfuggirci la curiosa coincidenza tra contesto preelettorale e il manifestarsi del Calenda, che al momento ci sembra più intento alla polemica politica che non ha risolvere i problemi strutturali che da 15 anni hanno pesato sulla governance di Roma Capitale.
    Forse lo specchio del Paese, che riflette anche le responsabilità del Governo Gentiloni, hanno costretto il renzismo a prendere atto della crisi devastante e perdurante del trasporto pubblico locale ormai dilagata in tutte le più grandi realtà aziendali regionali di Italia, grazie alla legge PD- Bassanini -Burlando, che va stralciata e rimodulata per recuperare e rispettare la volontà popolare nel referendum 2011, “tradita” che inequivocabilmente si espresse a tutela dei beni comuni pubblici in quanto monopoli naturali. La Sinistra romana, ai piani di riorganizzazione e sviluppo per la collettività, dice SI. Ai disservizi e disagi per i cittadini, ai tagli occupazionali e al chiudere la bocca alla democrazia alle opposozioni e sindacati, dice NO! Nonostante Parentopoli e Mafiopoli, la bigliettazione in nero, il mancato rinnovo di bus, tram e metro, OGGI, non possono esserci vittime sacrificali per risanare bilanci aziendali e “soprattutto” comunali. La Giunta Raggi ha compiuto una scelta politica di campo: per salvare il bilancio decide di mettere a rischio Atac. La incerta, pericolosa procedura del concordato non é neanche compiuta che già riemergono le solite inutili e triti ricette: aumentare le ore di guida per il personale movimento. Ricordiamo alla smemorata Giunta Raggi, non solo che che il settore é già passato dentro la cruna dell’ago dei sacrici e dell’aumento dei carichi di lavoro con la Giunta Marino, attraverso accordi previsti da quel Piano Industriale, denominati Era 1 ed Era 2 che ha fruttato dai 70 ai 100 mln €. La realtà é che fin quando la “sua” amministrazione non metterà in campo, un serio Piano Industriale con risorse ed una pianificazione pubblica sul traffico, utilizzando il Pgtu e i Pums, pubblico o privato che sia, rimarranno entrambi bloccati in quel 72℅ di auto, continuando a produrre inquinamento e perdite economiche a danno della fiscalità generale. I fatti sono altri: diversamente da un management premiato senza risultati, le maestranze hanno fatto la loro parte. Oggi, rinnegando le promesse elettorali, la Giunta Raggi, per approvare il bilancio del Comune di Roma, porta Atac con il concordato verso il rischio di fallimento, commissariamento, spacchettamento e svendita dei suoi assett, (esattamente come voleva il PD di Esposito e Giachetti e i picari radicali), non tutela l’integrità dei salari dovuti e la loro puntuale erogazione facendo precipitare 12.000 lavoratori e i loro nuclei familiari, in difficoltà con ripercussioni e incognite di cui non portano alcuna responsabilità. Cosí come é ripetutamente accaduto con Roma TPL, coerentemente ribadiamo che tutto, questo é inaccettabile e indegno per ogni categoria di lavoratori. Soltanto dei dilettanti allo sbaraglio possono credere che basta scrivere sui protocolli di intesa e tutto scorre in modo preordinato. Occorre che gli effetti del concordato siano oculatamente gestiti, per evitare che non si riversino dannosamente sullo status economico di tutti. Ogni riforma o atto politico amministrativo, deve essere guidato dalla trasparenza, partecipazione democratica e dalla giustizia sociale. Senza di esse, negando procedure democratiche e confronto, si compiono abusi di potere “fascisti”, contro i quali noi ci opporremo sempre!
    coord. sez.Atac-Roma TPL- trasporti e lavoro- Sinistra Italiana – Sinistra per Roma.
    (bozza corretta)

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