L’ottusità del decoro, l’idiozia delle regole

lupa solitariaNell’ordinaria miserabilia cinquestelle spiccano due piccole storie agli angoli opposti della città, da Monte Mario a Cinecittà.

Un paio di giorni fa hanno ricoperto il murale di Gonzalo Borondo dedicato a Walter Rossi, il militante di Lotta Continua ucciso dai fascisti il 30 settembre di quarant’anni fa. Nella piazza a lui dedicata, sulle pareti di una cabina elettrica in disuso il viso di Walter sfumava fino a scolorirsi completamente.

Era un tenero ricordo. Ora non c’è più: sostituito da uno strato grigio sorcio, spennellato da una mano presumibilmente ignara. Chi ha “armato” quella mano? Chiunque sia stato non credo l’abbia fatto per censurare o disprezzare, ma per quell’ottuso e grottesco conformismo che chiamano decoro.

In Piazza dei Consoli c’è uno dei più suggestivi centri anziani di Roma. E’ ospitato in un’antica stazione di posta, che da quelle parti chiamano Torretta, nel passato usata più volte come set cinematografico. Ogni anno qui viene ospitata una festa di fine estate. Tanta gente, spettacoli, giochi, tavolate, grandi balli.

Ma quest’anno non si farà, perché non ci sono i soldi per pagare le migliaia di euro che il Municipio pretende per concedere il suolo pubblico. Ne vuole il doppio di quelli richiesti ai Rolling Stones. Con la differenza che per entrare al Circo Massimo si pagava un biglietto e in Piazza dei Consoli l’ingresso è sempre stato gratuito.

Quando le regole amministrative diventano il rifugio dell’idiozia.

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