Stefano Fassina

Sul trasferimento discriminatorio di decine e decine di lavoratrici e lavoratori Vodafone, la risposta data dal Ministero del Lavoro alla nostra interrogazione conferma ancora una volta l’inadempienza del Governo verso le necessarie funzioni da esercitare per garantire o almeno promuovere il rispetto dei diritti fondamentali delle persone che lavorano.

A Vodafone, per esplicita ammissione dell’azienda, vengono trasferiti da Ivrea a Milano e da Roma a una ancora indeterminata città del centro-sud, senza alcuna necessità organizzativa, i lavoratori “colpevoli” di essere stati reintegrati da una sentenza del Tribunale.

Tra essi, anche delegati sindacali. A seguito di esposto dei lavoratori coinvolti alla Procura della Repubblica di Roma, il Governo ha burocraticamente inviato gli ispettori del lavoro a verificare quanto denunciato. E’ una reazione insufficiente, grave e preoccupante.

Ci saremmo aspettati, di fronte a tale palese comportamento ritorsivo, un atto ministeriale per sospendere i trasferimenti in attesa della conclusione delle verifiche degli ispettori. Invece, nulla.

Insisteremo nelle prossime settimane con interrogazioni al Governo per conoscere, passo dopo passo, i risultati delle verifiche ispettive. Intanto, diventa insopportabile leggere sul sito aziendale la propaganda Vodafone sulla sua cultura anti-discriminatoria e per le pari opportunità.

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