L’emergenza acqua della Capitale vista dal lago di Bracciano

E’ finalmente esploso sui media l’allarme per la siccità e per la drammatica riduzione delle scorte idriche anche per la Capitale.
In molti quartieri di Roma infatti l’acqua è contingentata e spesso non disponibile negli orari di maggiore consumo. La Sindaca Raggi ha finalmente firmato un’ordinanza che pone dei limiti al consumo idrico domestico, ma rischia di essere “acqua fresca”.
Riferiscono alcuni iscritti di Cittadinanzattiva Flaminio che hanno partecipato a una riunione al II Municipio, che i tecnici ACEA hanno consigliato di utilizzare i cassoni (e a chi non li ha di installarli), spiegando che il vero problema è la dispersione idrica (a quanto pare circa il 40%) dovuta alla mancanza di investimenti per la manutenzione delle condutture da parte dell’azienda – a maggioranza di proprietà comunale (51%) – ammettendo che la situazione sia assai lontana dalla soluzione, anche se a luglio cominceranno dei lavori, che però non presenteranno vantaggi a breve termine, data l’estensione della rete da controllare e la pausa agostana.
Ci si chiede come sia possibile che l’ACEA non abbia preso per tempo i provvedimenti necessari, e anche perchè un’Amministrazione che vanta una delle 5 stelle dedicate all’acqua pubblica (e un’altra all’ambiente) non lanci una campagna articolata su larga scala contro gli sprechi idrici. Con affissioni e dépliant, istruzioni e comunicazioni. Soprattutto per salvaguardare un patrimonio comune come il Lago di Bracciano, negli ultimi mesi talmente sfruttato da provocare un danno ambientale consistente, che potrebbe ulteriormente aggravarsi.
Come hanno scritto gli abitanti dell’Associazione Progetto alla Sindaca – in questo caso di Roma Città Metropolitana – Raggi, “Il lago versa in condizioni critiche a causa delle indiscriminate captazioni di acqua per fini idropotabili da parte di Acea Ato2 Spa (…) l’azienda di servizi del Comune di Roma non ha alcuna intenzione di ridurre la captazione e questo, in vista dell’estate e quindi dell’aumento delle temperature che accelereranno il processo di evaporazione, rappresenta una vera condanna a morte dell’ecosistema lacustre”.
Un appello che speriamo sia rilanciato e condiviso dall’Amministrazione capitolina e compreso dai cittadini romani. Che potrebbero usare l’occasione per riflettere sull’uso indiscriminato di risorse che si rivelano sempre più limitate e adottare abitudini più rispettose dell’ambiente e del patrimonio da preservare per le future genrazioni.

di Anna Maria Bianchi Missaglia

Pubblicato sul sito di Carte in Regola

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