Dal Municipio III una Rete Sociale per un Bilancio Partecipativo

Sociale, servizi essenziali, spazi comuni, urbanistica, trasporti. Un’assemblea partecipata e ricca di contenuti, quella che ha animato la sala consiliare di piazza Sempione del Municipio III, durante la quale sono emerse tutte le criticità del bilancio cittadino. Nonostante l’assenza dell’ex assessore all’urbanistica Paolo Berdini, rimasto imbottigliato nel traffico mentre rientrava dalle Marche, non sono mancati spunti e idee sia a livello cittadino che municipale.
“Sulla base del “taglio” sociale che abbiamo dato alla campagna referendaria per il NO alla modifica costituzionale – ha spiegato la Rete Sociale, che ha organizzato l’incontro e che racchiude al suo interno associazioni , movimenti e partiti della sinistra del territorio – abbiamo aderito alle assemblee cittadine di Ottobre 2016 e del 7 Febbraio 2017 con le quali movimenti, associazioni di base e comitati hanno rivendicato partecipazione alla gestione della cosa pubblica, discontinuità a livello cittadino rispetto alle Giunte capitoline precedenti, investimenti sociali contro le rendite finanziarie che da sempre bloccano lo sviluppo di Roma. Il bilancio di Roma capitale, le azioni della Giunta Raggi vanno invece in direzione opposta: nessuna svolta nei finanziamenti sociali, nessuna proposta di decentramento amministrativo reale a livello municipale, abbandono delle periferie lasciate in questo modo alla demagogica propaganda delle destre fasciste e razziste antiimmigrati e concentrazione di tutto il dibattito sulla vicenda dello stadio per la Roma che certifica la trattativa al ribasso con i palazzinari: riduzione delle cubature vs opere pubbliche”.
L’obiettivo è quello di lanciare un gruppo di lavoro per un audit sul debito. Nel corso degli interventi Fabio Alberti ha denunciato come il debito – nonostante sia in linea con quello delle altre gradi città – sia utilizzato come ricatto per costringere il comune a mettere sul mercato beni e servizi, ma ha anche sottolineato come il bilancio della capitale sia un bilancio “troppo piccolo” per le esigenze della città. Per questo tra le varie proposte ha suggerito l’istituzione di una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze immobiliari e la lotta all’elusione/evasione fiscale, come quella relativa ai beni del Vaticano. Su questa scia Giuseppe De Marzo (associazione Libera e Numeri Pari) ha sottolineato l’importanza di assegnare i beni che a Roma sono stati confiscate alle mafie, per non far degradare un patrimonio che il Comune ha nelle sue disponibilità.
Un appello è stato lanciato forte da Sinistra X Roma che con il coordinatore Michele Dau ha sottolineato il ruolo propositivo che il movimento ha avuto in questi mesi nell’Assemblea Cittadina, senza risparmiare critiche a M5S e PD. Soprattutto ha ribadito la necessità di lavorare sul debito di Roma e avviare un percorso serio per la ricontrattazione del debito e un blocco degli interessi che stanno strozzando i bilanci capitolini.
Tra gli elementi di sofferenza sono stati segnalati anche gli sgomberi degli spazi sociali, così come la necessità di lavorare sulla discontinuità nel momento in cui si farà il prossimo bilancio, cosa che non è avvenuta nell’ultimo documento economico approvato, che è stato realizzato sulla scia di quelli delle amministrazioni precedenti. Per questo l’assemblea si è conclusa, dopo la sottolineatura da più parti della necessità di avviare un percorso della sinistra sullo stile Barcellona, con l’impegno di avviare un tavolo di lavoro, anche insieme alle istituzioni municipali, con l’obiettivo che il prossimo bilancio sia un reale “bilancio partecipativo”, caratterizzato da una visione politica e d’insieme per la città oltre che dalla condivisione nella sua stesura con i comitati di quartiere, l’associazionismo di base e gli spazi sociali
Gianluca Colletta