Urbanistica partecipata: lo strumento per contrastare le speculazioni. Al via un tavolo unitario sulla urbanistica.

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L’urbanistica partecipata come impegno civile per un diverso progetto di sviluppo della Capitale. E’ stato questo il tema dell’incontro svoltosi il 27 febbraio presso la Sala del Carroccio al Campidoglio, organizzato da Sinistra per Roma, che ha visto una folta partecipazione di pubblico e di rappresentanti di Comitati e Associazioni e nella quale è stata lanciata la proposta, condivisa negli interventi, di costituire una Tavolo unitario della sinistra sulle questioni urbanistiche.
“Se una grande speculazione diventa un po’ più piccola, sempre speculazione è” ha esordito, riferendosi alle modifiche annunciate al progetto dello stadio, Vezio De Lucia , il quale ha ricordato il grande urbanista Antonio Cederna, sottolineando la modernità della sua idea di città e la sua azione grazie alla quale sono state sottratte alla speculazione edilizia vaste aree di pregio. Proprio in difesa del “cedernismo” attaccato in questi giorni dal Messaggero è pervenuta al convegno una lettera di Vittorio Emiliani di ha dato lettura in apertura Michele Dau.
I numerosi interventi che sono seguiti hanno tutti evidenziato il fatto che Roma necessita di un drastico cambio di rotta in materia urbanistica: è necessaria l’informazione, ma soprattutto il rispetto delle regole, che esistono e che troppo spesso vengono derogate in nome di un’urbanistica contrattata che mette in secondo piano la salvaguardia del territorio e gli interessi dei cittadini per diventare sempre più merce di scambio a favore di interessi privati. Da troppo tempo, infatti, a Roma la politica ha abdicato alla sua funzione, esautorando le competenze degli organi elettivi con l’adozione di procedure anomale che, anche sotto l’aspetto giuridico, hanno creato gravi criticità.
Inevitabilmente, ha tenuto banco il problema dello Stadio della Roma. I rappresentanti dei comitati hanno evidenziato come in questo momento manchi qualsiasi informazione dettagliata sull’accordo raggiunto con il costruttori, sia per quanto concerne il taglio delle cubature, sia per quanto riguarda il taglio previsto alle opere pubbliche che dovrebbero essere realizzate. Si tratterebbe comunque di un nuovo progetto, anch’esso insostenibile per il territorio e al di fuori del Piano Regolatore, che quindi dovrebbe prevedere l’avvio  di nuove procedure per rispettare tutte le previsioni normative in materia.
Molto duro e unanime il giudizio negativo sull’operato della sindaca Raggi e della sua Giunta. Negli otto mesi del suo mandato, nonostante tutte le promesse della campagna elettorale, è mancata totalmente la trasparenza sulle scelte compiute, compreso l’accordo sullo Stadio, e sono state disattese tutte le speranze di discontinuità con il passato che avevano convinto molti cittadini a scegliere il M5S. La sindaca Raggi è apparsa invece del tutto inadeguata a governare Roma e integrata in un sistema che ha bisogno di operare in maniera contraddittoria e poco chiara per garantire la propria sopravvivenza.
Nel corso dell’incontro sono state anche avanzate delle proposte perché l’urbanistica a Roma diventi a tutti gli effetti un bene comune e non venga utilizzata come merce di scambio per realizzare opere pubbliche. Si è evidenziata l’importanza di condividere idee ed esperienze per avviare una programmazione che superi i singoli interventi e riguardi la vivibilità della città nel suo insieme; è stato chiesto a gran voce il rispetto di tutte le norme che regolano la materia, a partire dal Piano Regolatore e dalla previsione della partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche che li riguardano; è stato chiesto infine a Stefano Fassina di farsi promotore di un’iniziativa legislativa finalizzata all’abolizione della cosiddetta Legge sugli Stadi (che poi Legge non è, trattandosi di soli tre commi inseriti nella Legge di Stabilità 2013 approvata con voto di fiducia).
Nel suo intervento conclusivo, Stefano Fassina ha ribadito il suo giudizio negativo sulla Giunta Raggi, “il periodo di grazia è finito” – ha detto – e sulle modalità con cui è stata gestita la vicenda stadio e, in genere, tutta la materia urbanistica a Roma anche prima dell’avvento della nuova Sindaca. Ha sostenuto l’importanza del processo partecipativo che veda coinvolte tutte le realtà territoriali ed i cittadini, ed a questo proposito ha proposto che l’iniziativa del 27 febbraio non resti fine a sé stessa, ma si concretizzi  con la realizzazione di un tavolo di lavoro permanente da cui possano scaturire proposte alternative ed utili alla collettività per una migliore vivibilità della città.
Daniela Caramel