Cantare, creare, cultura popolare! Lunedì 27 manifestazione nazionale dei lavoratori dell'Opera!

ROMA A SINISTRA

2016_10_31_opera
di Clash City Workers
Lunedì 27 ore 10.00 in piazza Montecitorio saremo in piazza insieme a cantanti, ballerini, sarti, macchinisti, operai delle fondazioni lirico-sinfoniche di tutta Italia. Saremo insieme a tutti quelli grazie al cui lavoro invisibile è possibile quello che viene messo in scena. Spettacoli di grande valore impossibili senza il loro lavoro, senza la loro dedizione e la tradizione che portano avanti.

Saremo al loro fianco per combattere un processo di esternalizzazione e appalto che abbiamo visto moltiplicarsi negli ultimi anni in tutti i servizi pubblici e che ha solo portato a un peggioramento nelle condizioni di lavoro, al gonfiarsi dei costi e a un crescente dispotismo da parte dei dirigenti. Come scriveva qualche tempo fa il Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche: I teatri appartengono ai cittadini e ai lavoratori, non ai politici il cui compito è quello di garantirne un buon funzionamento attraverso gestioni sensibili e meritocratiche che mirino non solo a perpetrare la tradizione che fonda la nostra identità storica, ma anche a raggiungere le fasce deboli della popolazione, rendendo più accessibili i teatri o mobilitando noi lavoratori nelle scuole, negli ospedali, nelle case di cura, nelle carceri.
E una cultura popolare e accessibile si costruisce a partire dal rispetto e dalla dignità di chi questa cultura la produce!
Per questo sosterremo la loro lotta e le loro richieste:

  • l’abrogazione dell’articolo 24 della legge 160/2016 che prevede la precarizzazione dei lavoratori delle fondazioni, il declassamento delle stesse, la chiusura temporanea dell’attività con riduzione della programmazione, in contrasto con l’articolo 9 della Costituzione
  • l’adeguamento degli investimenti per la cultura ai livelli europei (Italia penultima in Ue)
  • il riconoscimento della Musica e della Danza come beni fondamentali per la collettività in virtù della loro funzione sociale e civile (articolo 1 legge 800/67) e una maggiore fruibilità dell’offerta musicale per le fasce deboli della popolazione
  • un’inversione di tendenza contro l’attuale deriva privatistica in ambito culturale.

Saranno presenti i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma e delegazioni dal Teatro Regio di Torino, dal Carlo Felice di Genova, dall’Arena di Verona, dalla Fenice di Venezia, dal Verdi di Trieste, dal Comunale di Bologna, dal Maggio fiorentino musicale, dal San Carlo di Napoli, dal Lirico di Cagliari, dal Petruzzelli di Bari, dal Massimo di Palermo.

Pubblicato su Clash City Workers il 22/2/17