Lettera aperta ai romani e ai tifosi giallorossi

ROMA A SINISTRA

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Lettera aperta ai romani e ai tifosi giallorossi del
Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento

Il progetto conosciuto come “Stadio della Roma a Tor di Valle” è solo un pretesto per permettere la realizzazione di una nuova speculazione edilizia, la più devastante degli ultimi decenni: è’ importante quindi che si conoscano alcuni punti nevralgici di questo ennesimo sacco di Roma:

LO STADIO NON E’ NEANCHE UN VENTESIMO DELLE COSTRUZIONI PREVISTE
Intorno allo stadio, che interesserà solo il 14% di tutta la cubatura, sorgerà un enorme “Business Park”, un  grande centro commerciale e numerosi palazzi per uffici con tre grattacieli di 220 ml. di altezza. Si tratta di un progetto faraonico di ben 354.000 metri quadrati, per un totale di un milione di metri cubi di cemento, equivalenti a 120 palazzi  di sei piani:  ALTRO CHE STADIO! Tutto questo in un’area che il Piano Regolatore Generale destina invece a “Verde privato attrezzato”. Al posto di un parco avremo centinaia di ettari di asfalto e cemento. Già oggi il Piano Regolatore attribuisce all’area di Tor di Valle una capacità edificatoria di 112.000 mq. destinati ad impianti sportivi: significa che si potrebbe tranquillamente costruire “lo Stadio della Roma” con tutti i campi di allenamento senza nessuna deroga al Piano Regolatore. E’ evidente che il milione di metri cubi di cemento è dovuto a ben altri interessi che quelli sportivi…
LO STADIO NON SARA’ PROPRIETA’ DELLA A.S. ROMA
Proprietario dello stadio sarà una società di James Pallotta, che non è un tifoso della Roma ma un finanziere americano che cercherà di procurarsi il massimo profitto facendo pagare alla A.S. Roma tutti i costi a cominciare dall’affitto dello Stadio. Lo “Stadio della Roma” non costituirà un capitale che valorizzerà la Società, ma un onere che costerà ogni anno milioni di euro.
RISCHIO IDROGEOLOGICO                                                                
Cementificare un’ansa del Tevere destinata ad eventuali esondazioni del fiume costituisce un grave rischio, come hanno evidenziato sia l’Istituto Nazionale di Urbanistica che l’Autorità di Bacino (che ha dato parere negativo): significa dimenticare tutti i disastri che si sono verificati e continuano a verificarsi in caso di alluvioni per la furia edificatoria che ha devastato l’Italia, dove si è costruito senza criterio in aree del tutto inadatte…. Ma la consapevolezza, da parte dei proponenti il progetto, che tutto ciò potrebbe accadere è dimostrata dalla previsione della installazione di  una idrovora da 3,5 milioni di euro (che pagheremo noi cittadini). Non vorremmo che si sottovalutasse l’eventualità di un disastro prevedibile! 
LA MOBILITA’ AL COLLASSO
L’intero piano edificatorio peserà su un settore della città dove la mobilità è già al collasso: un milione di m. c. di uffici e spazi commerciali, con 15/25.000 lavoratori e utenti giornalieri, nonché 40/50.000 spettatori in occasione delle partite costituisce un carico impossibile da sostenere. Le opere di mobilità proposte sono assolutamente insufficienti e limitate unicamente al tratto utile ai clienti del futuro Centro Commerciale, senza alcun giovamento per i 200.000 romani che già oggi sopportano code interminabili da Vitinia e Ostia Lido per Roma.  Nè si sono dimostrate realizzabili alcune opere previste dalla delibera 132/14 (tronchetto di metro da Laurentina a Tor di Valle e ponte sul Tevere), che nella delibera in oggetto erano state ritenute condizioni indispensabili per la realizzazione  del progetto. Forti proteste sono state avanzate dai Comitati di zona e dai pendolari della Roma Lido che da anni chiedono l’adeguamento della metro
PROMESSE ELETTORALI DEL M5S E DI VIRGINIA RAGGI TRADITE
In campagna elettorale avevano promesso di ritirare la delibera sulla pubblica utilità sostenendo che “lo Stadio della Roma si farà da un’altra parte, a Tor di Valle c’è una speculazione edilizia e NON CI SONO LE CONDIZIONI” . Ora, intascati i voti dei cittadini,  trattano con i palazzinari e si parla solo di una ridicola riduzione delle cubature (20%). 
CONFERENZA DEI SERVIZI
Per tutte le criticità illustrate il Comune e la Città Metropolitana hanno espresso parere negativo nell’ambito della Conferenza dei Servizi presso la Regione; mancano i pareri della Regione e dello Stato. Attualmente è stato chiesto un mese di proroga per la decisione finale.
CHIEDIAMOCI TUTTI NOI:
Roma ha veramente bisogno di altre strutture per uffici, che poi rimangono inutilizzate (vedi edifici inutilizzati all’ EUR) o dell’ennesimo Centro Commerciale, pagando lo scotto di rendere invivibile  un quadrante importante della città, di correre un rischio idrogeologico notevole per tutto il territorio e di penalizzare sempre più i suoi cittadini, costretti a soccombere ad una mobilità insostenibile?