L'Assemblea Capitolina ha approvato l'ordine del giorno sul debito proposto da Sinistra X Roma. Ora si passi ai fatti.

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…tutto ciò premesso

L’ASSEMBLEA CAPITOLINA
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a farsi, con la massima urgenza, promotori nei confronti del Governo nazionale e del Parlamento, con il coinvolgimento dell’Anci, di una iniziativa, anche legislativa, che modifichi, attraverso il ripristino dei tassi agevolati, le modalità di sostegno di Cassa Depositi e Prestiti verso gli enti locali consentendo la rinegoziazione dei mutui contratti da Roma Capitale con la summenzionata società al fine di adeguare i tassi di interesse agli attuali valori di mercato.
Con 26 voti a favore e 2 voti contrari (il PD si è astenuto) l’Assemblea Capitolina, nel corso della discussione sul bilancio 2017, ha approvato l’ordine del giorno, proposto dal gruppo di Sinistra X Roma, per avviare la rinegoziazione del debito di Roma Capitale. Nulla di rivoluzionario, nessuna forzatura nè “disobbedienza istituzionale”, come pure ci sarebbe bisogno, ma l’iniziale messa all’ordine del giorno della politica di una situazione divenuta insostenibile ed inaccettabile, ancora più dopo che il Governo ha trovato in mezza giornata 20 miliardi di euro per salvare le banche: i tassi usurai che CDP, società per azioni a maggioranza pubblica, ed altre banche, applicano al debito di Roma Capitale.
La Giunta a 5 stelle riconosce così quanto Sinistra X Roma aveva sostenuto sin dall’inizio della campagna elettorale dello scorso anno: la questione del debito capitolino non è una questione tecnica, da lasciare gestire a un Commissario, ma una questione politica di prima grandezza che la città di Roma deve sollevare di fronte al Governo e al Parlamento. Senza rinegoziare il debito non c’è spazio per politiche sociali.
Ricordiamo che, nel 2008, al momento dello “scorporo” del debito e del suo affidamento ad un Commissario governativo, il governo Berlusconi determinò che a fronte  di un’esposizione finanziaria con CDP e altre banche pari a poco più di 7 miliardi, la città di Roma avrebbe dovuto pagare altri 7 miliardi a titolo di interesse ad un tasso medio superiore al 5%, in un periodo nel quale il costo del denaro fissato dalla Banca Centrale Europea è vicino allo zero. In pratica, ogni anno e sino al 2048, Roma dovrà versare ben 200 milioni di Euro nelle casse del Commissario al debito, per il pagamento degli interessi, sottraendoli ai servizi ed alla gestione della città. E’ così che un debito, assolutamente in linea con quello delle grandi città europee (inferiore in termini pro-capite a quello di Milano) è divenuto insostenibile.
La battaglia per sottrarre Roma all’economia predatoria delle banche può quindi cominciare. Sarà una battaglia lunga e difficile, se la si vorrà combattere davvero. Ora attendiamo da parte della Giunta gli atti conseguenti alla decisione dell’Assemblea Capitolina.
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