Tor di Valle: il cemento non c'entra col pallone

ROMA A SINISTRA

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Comiato difendiamo Tor di Valle dal cemento
Il giorno 27 gennaio 2017 il Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento ha effettuato un flash mob con volantinaggio in via del Turismo all’Eur davanti l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale. Erano presenti e solidali con le istanze del Comitato anche due consiglieri municipali.
Al termine del flash mob sono stati consegnati alla Segreteria dell’Assessore una copia della Mozione del Consiglio del Municipio 9 con la richiesta di riesaminare i requisiti per il riconoscimento del “pubblico interesse” a costruire, una memoria redatta dal Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento, una redatta dal Comitato Pendolari Roma-Ostia e una copia del volantino.
Con il flash mob si sono volute ancora una volta sensibilizzare le Istituzioni a compiere il loro dovere di difendere i cittadini dall’attacco degli speculatori: l’operazione Business Park a Tor di Valle, mascherata con la foglia di fico del cosiddetto “Stadio della Roma”, è una perfetta speculazione edilizia in stile anni’60, con il palazzinaro – affiancato da un finanziere americano – che compra il terreno al prezzo del suolo agricolo e ottiene dalla Giunta Capitolina dell’epoca Marino il riconoscimento del “pubblico interesse” a riversare nell’ansa del fiume Tevere a Tor di Valle un milione di metri cubi di cemento. E’ sufficiente rivedere il primo minuto del film di Francesco Rosi “Le mani sulla città” per capire il senso dell’operazione.
Se pensiamo che lo Stadio costituisce un ventesimo della cubatura complessiva del Business Park, ci rendiamo conto della misura della speculazione. Ricordiamo che in quell’ansa del fiume Tevere il Piano Regolatore Generale aveva previsto la realizzazione di un Parco Fluviale Attrezzato, un’idea che riqualificherebbe  l’intera periferia sud-ovest, trasformando Tor di Valle in un luogo di svago e di respiro per famiglie, giovani, anziani; collegato alla pista ciclabile che segue il fiume Tevere, opportunamente restaurata e fatta proseguire fino al mare passando per Ostia Antica diverrebbe una attrazione turistica mondiale: una meraviglia che costerebbe veramente pochi euro, di fronte agli sprechi pazzeschi per opere inutili costate centinaia di milioni di euro, come la Vela di Calatrava e la Nuvola di Fuksas!
Sinistra Per Roma sin dalla sua nascita ha colto la gravità e il significato di questa speculazione e ha inserito nel suo programma la totale revisione del progetto. Chiediamo con forza che la Conferenza dei Servizi che si sta per concludere in Regione accolga le istanze dei cittadini e respinga le mire degli speculatori e dei palazzinari.
Togliere ai cittadini la bellezza di un Parco Fluviale Attrezzato sul fiume Tevere, il fiume più ricco di storia e di suggestioni nel mondo, dando loro l’ennesimo inutile centro commerciale e direzionale non è solo una speculazione, è una vergogna di cui le Istituzioni non devono farsi complici!