Almavia atto secondo. Mobilitazione ad oltranza

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Non si rassegnano i lavoratori di Almaviva. Dopo aver ricevuto lo sgradito pacco natalizio contenente le 1666 lettere di licenziamento, i dipendenti sono decisi a porre in atto tutte le possibili iniziative volte a respingere al mittente il provvedimento che butta in mezzo alla strada, senza possibilità di replica, migliaia di famiglie.

La reazione dei lavoratori è stata immediata: sfidando il gelo che ha attanagliato Roma nei primi giorni di gennaio, hanno organizzato un flash mob in Piazza Navona nel giorno dell’Epifania, durante il passaggio del corteo dei Re Magi, e successivamente si sono recati in Campidoglio. Inoltre, hanno attirato l’attenzione sulla loro vicenda qualche giorno dopo, quando, nel riconsegnare il badge e le cuffie presso la portineria dell’azienda, hanno manifestato pacificamente davanti alla sede aziendale in via di Casal Boccone.
Ma le iniziative non finiscono qui e la settimana che si apre sarà densa di appuntamenti.
Per lunedì 16 gennaio è stato organizzato un presidio presso la sede nazionale dell’INPS a Via Ciro il Grande, per richiedere informazioni univoche su quale indennità sia prevista per i lavoratori di Almaviva: questi, infatti, finora hanno ricevuto solo risposte discordanti dalle sedi territoriali dell’Istituto, quindi non sanno neppure se possano o meno avere diritto all’erogazione della NASPI o di altre forme di ammortizzatori sociali.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, altro presidio di fronte alla Regione Lazio, in concomitanza con l’incontro tra il governatore Zingaretti e i Sindacati confederali. I lavoratori sperano di poter rientrare nei casi previsti per poter richiedere assegni di ricollocazione, che dovrebbero essere finanziati attraverso l’utilizzo dei fondi europei destinati a quelle aziende messe in ginocchio dalle delocalizzazioni.
Quale sarà l’esito di tale incontro? E’ ormai evidente che le parole di solidarietà non bastano e che dovrà essere la politica a dare una risposta. Una politica che rimetta al centro il lavoro e non si limiti a provvedimenti tampone che risolverebbero la questione solo per limitati periodi di tempo. È infatti altrettanto evidente che la principale richiesta dei lavoratori Almaviva è quella di una ricollocazione rispettosa dei diritti e di una retribuzione che consenta una vita dignitosa.
Ecco perché la settimana dei lavoratori Almaviva si concluderà con altre due manifestazioni: la prima il 20 gennaio, con un presidio dalle 10 alle 14 davanti a Montecitorio, e la seconda il giorno successivo, sabato 21, con un corteo che partirà alle 15,30 da Piazza della Repubblica e si concluderà a Piazza Santi Apostoli. Per entrambe, i lavoratori auspicano la partecipazione e il sostegno di cittadini, lavoratori, forze politiche, sociali e culturali della città.
Fin dalla campagna elettorale dello scorso anno Sinistra X Roma aveva posto l’accento sull’emergenza che i lavoratori avrebbero potuto vivere, tanto da candidare come primi delle liste sia al Comune di Roma che al Municipio III, due lavoratrici dell’azienda, Tiziana Perrone e Loredana Molina. Da allora però la politica non ha saputo mettere in atto azioni efficaci a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.